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Nell'assegnare gli appalti pubblici, le autorità non devono considerare la provenienza della manodopera. Con 114 voti contro 67 e 9 astenuti, il Consiglio nazionale ha bocciato oggi una mozione di Lorenzo Quadri (Lega/TI) che chiedeva di dare preferenza alle aziende che impiegano manodopera locale.

La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha ricordato che "un criterio di aggiudicazione che privilegi imprese con lavoratori locali viola il principio della parità di trattamento sancito negli accordi internazionali sugli appalti pubblici". Attualmente, ha poi aggiunto, il criterio determinante è il prezzo.

Per Quadri, l'ente pubblico avrebbe invece dovuto dare il buon esempio favorendo, nell'aggiudicazione di appalti pubblici, quelle aziende che assumono residenti. Per contro, ha sostenuto il ticinese, chi assume frontalieri quando potrebbe assumere residenti andrebbe sfavorito. "Il datore di lavoro che dimostra responsabilità sociale assumendo residenti ed in prima linea assumendo cittadini svizzeri merita anche un riconoscimento da parte dello Stato", ha spiegato, invano, l'esponente della Lega dei ticinesi.

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SDA-ATS