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Il Consiglio nazionale ha approvato oggi all'unanimità la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuali (la cosiddetta Convenzione di Lanzarote) e le modifiche al codice penale necessarie alla sua attuazione. Tra le misure adottate ci sono disposizioni penali in materia di abusi, di prostituzione minorile, di pedopornografia e di coinvolgimento di bambini in rappresentazioni pornografiche.

Il Codice penale svizzero corrisponde in gran parte agli obiettivi della convenzione, ha spiegato Viola Amherd (PPD/VS) a nome della commissione. La Svizzera è però uno dei rari Paesi europei che ammette la prostituzione a partire dai 16 anni, ossia da quella che viene considerata la maggiore età sessuale.

I deputati hanno pertanto deciso di adeguare il Codice penale. Le persone fra i 16 e i 18 anni che si prostituiscono non rischieranno niente, coloro che ricorrono ai loro servizi in cambio di denaro saranno invece passibili di una pena detentiva fino a tre anni.

In base alle modifiche adottate oggi, sarà anche perseguibile chiunque istighi un minore alla prostituzione. È inoltre previsto il carcere sino a dieci anni per i protettori, i gestori di postriboli o di agenzie di escort che agevolano o incoraggiano la prostituzione per trarne vantaggi patrimoniali. Rientrano in tale attività anche l'affitto di saloni o l'assunzione di minori in locali a luci rosse.

Nell'ambito del nuovo Codice penale sarà pure portata da 16 a 18 anni l'età minima per partecipare a rappresentazioni pornografiche. I colpevoli rischiano fino a cinque anni di detenzione. I cantoni saranno da parte loro chiamati a prendere disposizioni relative alla prevenzione, alla protezione delle vittime e ai programmi d'intervento.

Una minoranza, composta essenzialmente da esponenti dell'UDC e del PBD, avrebbe voluto aumentare la durata massima delle pene. Per Natalie Rickli (UDC/ZH), le sanzioni attuali non sono dissuasive. Spesso infatti i giudici optano per pene pecuniarie e/o con la condizionale, ha spiegato la zurighese.

La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha affermato che il governo non è contrario per principio a un inasprimento delle pene. In questo caso, esistono tuttavia validi motivi giuridici e formali per non farlo; ad esempio la pena massima di 7 anni non esiste attualmente nel Codice penale. Per la ministra di giustizia e polizia occorre anche considerare il Codice penale nel suo insieme: "se si aumenta una pena, per il principio di proporzionalità, occorrerebbe prolungare anche le sanzioni previste per i reati di simile gravità".

Il Consiglio federale sta lavorando a un progetto di armonizzazione delle sanzioni previste nel Codice penale, ha poi ricordato Viola Amherd. Eventuali inasprimenti possono quindi essere adottati in questa occasione. Le proposte di Natalie Rickli sono quindi tutte state nettamente respinte.

Il dossier torna al Consiglio degli Stati per una divergenza minore.

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SDA-ATS