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BERNA - La Svizzera dovrebbe essere completamente integrata nel nuovo dispositivo dell'Unione europea (UE) in materia di controlli doganali. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi, con 158 voti contro 1, l'accordo che autorizza la cosiddetta regola "delle 24 ore". Il dossier va agli Stati.
Nell'intento di rafforzare la sicurezza dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, dallo scorso luglio Bruxelles chiede una dichiarazione preliminare su tutte le merci scambiate con paesi terzi. Questo inasprimento, che avrebbe rappresentato un nuovo ostacolo per le imprese svizzere che commerciano sul mercato europeo, ha provocato non poche reazioni.
La Confederazione ha tuttavia potuto ottenere disposizioni meno severe. L'accordo è stato raggiunto al termine di difficili negoziati. Il risultato - ha garantito Hans-Rudolf Merz - è buono. Secondo il ministro delle finanze, Berna ha ottenuto un regime particolare che evita ai suoi esportatori e importatori di doversi sottoporre a un obbligo di comunicazione dei dati per gli scambi con i paesi dell'UE.
Dallo scorso gennaio, le imprese elvetiche, considerate a basso rischio, dispongono dello status privilegiato di "operatore economico gradito". Ciò comporta minori controlli riguardanti la sicurezza. Le aziende sono tenute ad adempiere una serie di criteri: in particolare devono aver operato in passato in modo soddisfacente in materia di rispetto delle esigenze doganali.

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SDA-ATS