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Sono solo poche centinaia le persone giunte in Svizzera nel 2013 e nel 2014 con un visto turistico e che poi hanno inoltrato domanda d'asilo. Lo ha dichiarato oggi la ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga durante l'ora della domande, smentendo che si tratti di un fenomeno importante, come lasciava intendere nel suo quesito il consigliere nazionale Hans Fehr (UDC/ZH).

Secondo Fehr, da quando è stata abolita la possibilità di inoltrare richiesta d'asilo direttamente alle ambasciate svizzere, molte persone avrebbero aggirato tale restrizione chiedendo un visto turistico per il nostro Paese.

Nulla di più sbagliato, secondo Sommaruga. L'anno scorso, ha sostenuto la consigliera federale, 652 persone sono entrate in Svizzera con un visto umanitario rilasciato da un'ambasciata elvetica; nel 2012, tale numero era di 551 persone. "Si tratta perlopiù di profughi siriani", ha sottolineato.

Le poche centinaia di persone che hanno inoltrato richiesta di asilo dopo essere giunte da noi con un visto turistico non potranno probabilmente rimanere poiché tale documento è stato rilasciato da uno Stato Schengen, Stato che dovrà riprendersi le persone in questione. Non spetterà quindi alla Confederazione avviare una procedura d'asilo.

Simonetta Sommaruga ha ricordato che buona parte delle ambasciate all'estero hanno accesso alla banca dati con le impronte digitali di tutti i richiedenti l'asilo e possono confrontare queste informazioni con le generalità di chi chiede un visto turistico. In questo modo è possibile evitare abusi.

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SDA-ATS