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Le grandi centrali idroelettriche in difficoltà a causa dei prezzi troppo bassi per la corrente potranno beneficiare di aiuti statali. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale affrontando le divergenze riguardanti la Strategia energetica 2050.

Gli Stati sono favorevoli a un sostegno senza condizioni.

Gli impianti con una potenza superiore a 10 MW, secondo il Nazionale, dovrebbero poter beneficiare di un premio massimo di 1 ct./kWh per l'elettricità che hanno dovuto vendere sul libero mercato a un prezzo inferiore ai costi di produzione.

L'aiuto sarebbe finanziato tramite un prelievo dal fondo per il supplemento di rete che non potrà superare 0,2 ct./kWh. Il sostegno al settore idroelettrico è necessario a causa della costante erosione dei prezzi della corrente.

La maggioranza del plenum ha anche deciso di rinunciare a introdurre prescrizioni in materia di efficienza per il consumo di elettricità, allineandosi in tal modo alla proposta del Consiglio degli Stati di stralciare la disposizione in questione.

La Camera del popolo si è poi allineata a quanto deciso dal Consiglio degli Stati in merito al supplemento rete (che serve anche al finanziamento della RIC) che aumenterà al limite massimo di 2,3 centesimi/kWh già un anno dopo l'entrata in vigore della normativa per poi essere ridotto in un secondo tempo in funzione del fabbisogno.

Agendo in questo modo, viene messo in risalto lo scopo precipuo del sistema di incentivazione, cioè offrire rapidamente uno sbocco sul mercato alle nuove tecnologie grazie ad un finanziamento iniziale.

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SDA-ATS