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CN: chiesta campagna di prevenzione contro il sessismo

Regula Rytz KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 18 giugno 2020 - 15:55
(Keystone-ATS)

La Confederazione deve realizzare una campagna di prevenzione contro il sessismo, che dovrà protrarsi per anni e avere un vasto impatto attraverso diversi canali (social media, manifesti, annunci, spot per il cinema, ecc.).

Ne è convinto il Consiglio nazionale che ha approvato oggi, con 100 voti contro 82 e 4 astensioni, una mozione di Regula Rytz (Verdi/BE). Gli Stati devono ancora esprimersi.

L'uguaglianza è sancita dalla Costituzione e dalla legge sulla parità dei sessi, ma la realtà è molto diversa, ha sostenuto la consigliera nazionale ecologista. Oltre alla discriminazione salariale e la previdenza professionale incompleta, il sessismo è oggi ancora molto diffuso. Una donna muore ogni due settimane a causa della violenza domestica, ha sottolineato Rytz.

Mentre l'uguaglianza è sancita nella legge da 39 anni, la burocrazia su questo argomento non finisce mai, ha criticato Barbara Steinemann (UDC/ZH). Ci sono pochissimi uomini sciovinisti e non esiste alcuno svantaggio strutturale contrariamente a quanto sostiene l'autrice della mozione, ha sostenuto la democentrista. Non bisogna sostenere la vittimizzazione delle donne.

La questione è seria, ha affermato da parte sua il consigliere federale Alain Berset citando una frase di Albert Einstein, secondo cui "è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio". Gli stereotipi di genere sono persistenti e il ruolo dello Stato è di contrastarli chiaramente. Nel suo programma di legislatura, il governo ha già previsto di avviare nel 2021 una strategia per l'uguaglianza. La richiesta di Rytz potrà esservi inclusa, ha detto il ministro dell'interno.

Con 113 voti contro 69 e 4 astenuti, il Nazionale ha poi approvato un postulato di Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE) che chiede una miglior presa in considerazione delle specificità femminili nella sanità. Le donne spesso non vengono prese in considerazione negli studi e le loro esigenze non sono sufficientemente considerate. Non esiste una discriminazione fondata sugli stereotipi, ha replicato, invano, Therese Schläpfer (UDC/ZH).

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