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Il consigliere nazionale Marco Romano

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

La Svizzera italiana dovrà avere un rappresentate permanente nella Conferenza degli acquisti pubblici (CA), l'organo strategico dell'Amministrazione federale per i settori acquisizione di beni e servizi.

Con 124 voti contro 52 e 7 astenuti, il Consiglio nazionale ha adottato oggi una mozione in tal senso presentata da Marco Romano (PPD/TI). Il dossier passa ora agli Stati.

Nel testo, sottoscritto da tutti i deputati svizzero-italiani, il consigliere nazionale ticinese deplorava la mancanza di un italofono in seno alla CA, un organismo che decide le strategie per l'acquisto di beni e servizi della Confederazione per un importo complessivo superiore a 5,5 miliardi di franchi l'anno.

Stando ministro delle finanze Ueli Maurer, visto che le basi legali attuali non permettono una rappresentanza equa delle comunità linguistiche, appare opportuno assicurare la presenza della Svizzera italiana in questa importante conferenza per il tramite di un "ospite permanente".

Questa persona potrebbe essere un delegato di un'organizzazione cantonale o di un'unità amministrativa. La misura - si è detto convinto Romano - permetterà di accordare una maggiore sensibilità alla dimensione regionale nell'ambito delle commesse pubbliche, analogamente a quanto indicato per la composizione delle commissioni extra-parlamentari.

Il Consiglio federale ha già comunque preannunciato che in occasione della sua riorganizzazione, con effetto al primo gennaio 2017, la CA potrà accogliere un rappresentante supplementare della Svizzera italiana come ospite permanente, purché nessuna persona proveniente dalla regione italofona (Ticino o eventualmente Grigioni) sia designata membro.

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SDA-ATS