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Lorenzo Quadri (LEGA/TI)

Keystone/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

Non occorre rinforzare il diritto all'autodifesa all'interno del proprio domicilio. Ne è convinto il Consiglio nazionale, che - con 117 voti contro 70 - ha bocciato un'iniziativa parlamentare di Lorenzo Quadri (LEGA/TI).

Il testo chiedeva una modifica del Codice penale in base al quale non è più la vittima di un'aggressione a dover dimostrare di aver ecceduto nel suo diritto alla legittima difesa, ma il magistrato inquirente.

Sempre più spesso i malviventi che entrano nelle abitazioni non si accontentano di rubare, ma aggrediscono le famiglie presenti prendendole in ostaggio e sottoponendole a gravi minacce e violenze per estorcere loro il massimo bottino, ha sottolineato Lorenzo Quadri. Il fenomeno, sempre più diffuso in Italia e in Francia, sta prendendo piede anche in Svizzera, in particolare nelle regioni di confine, secondo il parlamentare ticinese.

Dal canto suo Philippe Bauer (PLR/NE) ha ricordato, a nome della commissione, che il diritto in vigore offre già una protezione sufficiente.

Alla fine il plenum ha seguito la maggioranza della commissione preparatoria che - con 14 voti contro 11 - proponeva di non dar seguito all'iniziativa parlamentare.

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