Le armi da fuoco che non sono ancora state iscritte nei registri cantonali dovranno essere censite a posteriori. Malgrado l'opposizione dell'UDC e di una parte di PLR e PPD, il Consiglio nazionale ha appoggiato oggi, con un solo voto di scarto - 87 a 86 e 8 astensioni - una proposta degli Stati in questo senso.

Con questa misura, quando viene commesso un delitto la polizia potrà rintracciare più rapidamente il proprietario dell'arma, ha sostenuto Chantal Galladé (PS/ZH) a nome della commissione. Ogni informazione supplementare contribuisce ad aumentare la sicurezza pubblica e dei poliziotti. L'obbligo di dichiarare armi a posteriori risponde inoltre a una richiesta dei cantoni, che sono responsabili dei registri, ha aggiunto.

Potrebbero esserci fra tre e cinque milioni di armi non ancora dichiarate e i cantoni non avranno personale a sufficienza per far fronte a una tale massa di informazioni, ha messo in guardia Jakob Büchler (PPD/SG), contrario alla misura. Dello stesso avviso Fabio Regazzi (PPD/TI), presidente della Federazione cacciatori ticinesi, che ha chiesto alla consigliera federale Simonetta Sommaruga se dopo l'introduzione della nuova legge sulle armi il numero di abusi e di suicidi sia diminuito.

"Per me non è importante il numero di suicidi - ha risposto la ministra - ma quello delle minacce con armi da fuoco, e qui la situazione è migliorata". Entro la fine dell'anno il governo presenterà un progetto di revisione della legge in materia, che riprende le esigenze della mozione. È già stata aperta una procedura di consultazione.

Nel quadro della revisione, il Nazionale, come gli Stati, intende migliorare lo scambio di informazioni fra Cantoni e Confederazione. Questa volontà non è stata contestata dal plenum, che ha trasmesso tacitamente tre altre mozioni corrette dai "senatori".

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