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Rafforzare la piazza finanziaria ed economica elvetica, evitando che finisca ancora nel mirino delle critiche per la sua opacità.

È quanto si propone il Consiglio federale con i due progetti in discussione oggi al Consiglio nazionale volti ad introdurre - dal 2018 - lo scambio automatico di informazioni fiscali concepito sulla base di standard internazionali che, di fatto, consegnano allo storia il segreto bancario.

La discussione prevista alla Camera del popolo rappresenta l'atto finale di un processo incominciato nel 2009 in piena bufera finanziaria internazionale, quando l'allora consigliere federale Hans-Rudolf Merz decise di aderire allo standard OCSE per lo scambio di informazioni su richiesta in ambito fiscale.

Standard sulla base del quale la Svizzera ha adeguato da quei giorni convulsi numerose convenzioni di doppia imposizione, come nel caso dell'Italia. Tale standard è destinato ad essere soppiantato dallo scambio automatico di informazioni che manderà "in pensione" anche intese con diversi Stati europei - Gran Bretagna e Austria per esempio - sulla ritenuta alla fonte.

La maggioranza della commissione preparatoria ha approvato sia le modifiche di legge inerenti la Convenzione del Consiglio d'Europa e dell'OCSE sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale, sia la legge federale sullo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali (LSAI) che concretizza l'Accordo multilaterale tra autorità competenti sullo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari (MCCA). Lo stesso MCCA si basa sulla Convenzione del Consiglio d'Europa e dell'OCSE, in cui è prevista una disposizione che prevede lo scambio automatico di informazioni tra Stati partner.

L'Unione democratica di centro è l'unico partito che si oppone ai due progetti. Le proposte di non entrata nel merito dovrebbero tuttavia essere respinte senza affanno.

I democentristi si oppongono alla trasmissione automatica di migliaia di informazioni di cittadini esteri con relazioni d'affari in Svizzera senza che si possa rimproverare loro alcunché; essi temono inoltre che simili accordi possano essere usati per scardinare il segreto bancario di cui godono i cittadini svizzeri.

In commissione, la maggioranza ha respinto tutti i tentativi di mitigare determinate disposizioni. Per quanto riguarda la legge sull'assistenza amministrativa in ambito fiscale, la maggioranza ha respinto la proposta di escludere dalla normativa le disposizioni riguardanti lo scambio spontaneo di informazioni. "No" anche all'idea di permettere lo scambio spontaneo solo in caso di sospetto fondato di sottrazione fiscale aggravata o frode fiscale.

Circa la LSAI, la commissione non ha voluto sottoporre i futuri accordi basati sull'MCAA al referendum facoltativo. La commissione proporrà tuttavia che una persona interessata dall'invio di dati all'estero possa rivolgersi a un tribunale se nel Paese richiedente non sussistono garanzie sufficienti riguardanti il rispetto dello Stato di diritto.

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SDA-ATS