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Dopo un lungo confronto tra destra e sinistra incominciato ieri e terminato nella tarda mattinata di oggi, il Consiglio nazionale ha bocciato (119 voti a 59 e 2 astensioni) l'iniziativa popolare di sindacati e sinistra "Basta ai privilegi fiscali dei milionari.

Abolizione dell'imposizione forfettaria", depositata nell'ottobre 2012 con 103'012 firme valide. Gli Stati avevano già raccomandato al popolo lo scorso dicembre di respingere questo testo. Toccherà ora ai cittadini pronunciarsi.

Per la destra, i forfait fiscali rappresentano una fonte di entrate non indifferente per l'erario (700 milioni di franchi in media all'anno tra Confederazione, cantoni e comuni) e un tassello importante della concorrenzialità della piazza economica elvetica.

Togliere i forfait fiscali sarebbe quindi un atto di "autolesionismo" di cui beneficerebbero quegli Stati esteri (Gran Bretagna, Portogallo, Belgio, ecc.) pronti ad accogliere a braccia aperte tutti quei ricchi contribuenti - in Svizzera poco più di 5600 persone, di cui quasi 900 in Ticino -, che dovessero decidere di lasciare la Confederazione qualora l'iniziativa venisse accolta.

Una simile eventualità rappresenterebbe un duro colpo, specie per le regioni periferiche o che vivono di turismo, come il Ticino, che dalla tassazione secondo il dispendio ha incamerato, solo nel 2012, 72 milioni, come indicato da Ignazio Cassis (PLR/TI) e Giovanni Merlini (PLR/TI).

Inoltre, gli inasprimenti legislativi decisi dal parlamento nell'ambito della tassazione secondo il dispendio - ossia basata sul tenore di vita - in vigore dal 2016 tengono conto delle critiche espresse nei confronti di un sistema destinato ai ricchi stranieri domiciliati in Svizzera che non esercitano alcuna attività lucrativa nella Confederazione.

PS e Verdi hanno insistito sull'incompatibilità tra questo tipo di tassazione privilegiata con i principi iscritti nella Costituzione federale, come quello d'equità.

La tassazione secondo il dispendio discrimina gli svizzeri benestanti che pagano le imposte fino all'ultimo centesimo e viola il principio secondo cui ciascuno deve pagare le imposte sulla base della sua capacità economica, ha sostenuto Marina Carobbio Guscetti (PS/TI).

Si tratta di principi "borghesi" risalenti alla rivoluzione francese che vengono allegramente violati nel nome di vantaggi economici trascurabili, hanno sostenuto diversi sostenitori dell'iniziativa.

La presenza di persone abbienti non porta solo vantaggi, hanno sostenuto diversi esponenti della sinistra, riferendosi all'esplosione dei prezzi degli immobili in alcune regioni, fenomeno che obbliga molti contribuenti ordinari a cercarsi un nuovo domicilio, impossibilitati come sono a pagare affitti da capogiro.

SDA-ATS