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Meno burocrazia e più investimenti nell'innovazione. È quanto chiedono numerose interpellanze urgenti e mozioni adottate oggi dal Consiglio nazionale, nell'ambito della sessione straordinaria sull'apprezzamento del franco.

Le cinque mozioni approvate, quasi tutte provenienti da partiti borghesi, chiedono di sgravare le aziende con meno di 50 collaboratori dall'onere delle rilevazioni statistiche, di studiare come ridurre questo onere per quelle più grandi, di creare le basi per un'analisi volta a evitare burocrazia inutile, di far esaminare da un servizio indipendente l'esattezza e la qualità dell'analisi d'impatto della regolamentazione e di proporre al Parlamento un nuovo massiccio incremento dei crediti della Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI).

Nel corso di interventi caratterizzati da una classica spaccatura destra/sinistra, i partiti borghesi hanno più volte chiesto al governo meno burocrazia e leggi più snelle per garantire la competitività delle aziende. Al contrario, Verdi e PS hanno domandato a più riprese maggiore sorveglianza e rispetto delle regole da parte dello Stato.

Jean-François Rime (UDC/FR) ha ad esempio affermato che i problemi a cui siamo confrontati provengono dall'estero e non dalla Svizzera: "Dovremmo quindi parlare di euro debole e non di franco forte", ha sottolineato. L'unico modo per affrontare questa situazione è sgravare le aziende dai carichi amministrativi ed evitare una tassazione eccessiva; nuove leggi sono invece inutili.

La crisi è evidente, anche nel nostro Paese, e anche il futuro sarà difficile, ha detto Jacques-André Maire (PS/NE). "Molte aziende sono pronte a delocalizzare all'estero: si tratta di un vero e proprio processo di deindustrializzazione". Vista la gravità della situazione bisogna creare un fondo per frenare questo trend, sostenendo le PMI e le società che non sono in grado di procedere da sole, ha aggiunto.

Il Consiglio federale, in collaborazione coi Cantoni, deve fare tutto ciò che è possibile affinché le misure d'accompagnamento siano applicate e anche rafforzate, ha aggiunto. Sempre a proposito di questo tipo di provvedimenti, Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL) ha sottolineato la necessità di migliorare la protezione per i dipendenti più anziani. "Le regole non scritte ormai non bastano più", ha aggiunto. La sua mozione sul tema è però stata bocciata.

Secondo Viola Amherd (PPD/VS), nonostante il franco forte e l'iniziativa sull'immigrazione di massa, la Svizzera procede ancora bene, ma nelle classifiche internazionali sta lentamente perdendo posti. "Uno dei grandi problemi è l'eccesso burocratico, che frena la concorrenza delle società", ha sostenuto. Nuove leggi e nuove regole devono essere "snelle" e non pesare sulle attività delle aziende. Sotto accusa anche gli oneri statistici che pesano sulle società, come ha spiegato fra gli altri Ulrich Giezendanner (UDC/AG).

Secondo il Consigliere federale Johann Schneider-Ammann, la discussione odierna è stata importante. L'obiettivo comune è dare prospettive alla popolazione tramite il lavoro. La Svizzera è ancora attrattiva per le aziende e lo può rimanere, in particolare grazie alla garanzia del diritto e mantenendo i costi sotto controllo.

Il pericolo di deindustrializzazione strisciante esiste e quindi bisogna trovare delle soluzioni che siano utili e creino buone condizioni quadro valide sul lungo termine, ha sottolineato il ministro dell'economia. È importante ad esempio investire nell'innovazione.

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SDA-ATS