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Le pene previste contro i passatori che agiscono a cavallo tra l'Italia e il Canton Ticino nelle disposizioni sugli stranieri sono sufficienti. Lo ha dichiarato oggi la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, rispondendo a una domanda del consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD). Quanto alla recrudescenza del fenomeno, la ministra delle finanze ha sottolineato che la guardie di confine hanno intensificato la collaborazione con le autorità italiane, federali e cantonali.

Widmer-Schlumpf ha sostenuto di essere consapevole del forte incremento dei passatori alla frontiera sud, fenomeno moltiplicatosi di 15 volte nella prima parte di quest'anno rispetto al 2013.

"Finora - ha spiegato - sono state fermati 62 sospetti che hanno trasportato dall'Italia alla Svizzera gruppi numerosi di clandestini utilizzando sia veicoli noleggiati che privati". Tra i passatori si trovano, tra l'altro, cittadini italiani, kosovari, pakistani, eritrei, tedeschi.

Tra i provvedimenti evocati dalla ministra per arginare il fenomeno, sempre più organizzato per bande, figura una maggiore collaborazione con le autorità italiane, cantonali e federali, l'uso più intenso della videosorveglianza, l'organizzazione di operazioni anti-passatori col rinforzo di guardie di confine di altre regioni.

Per quanto riguarda un eventuale inasprimento delle pene contro chi svolge questa attività illegale, come suggerito da Regazzi, Widmer-Schlumpf ha sottolineato che non vi è alcuna necessità di adeguare le disposizioni in vigore. "Chi agisce senza scopo di lucro rischia fino a un anno di carcere, chi invece lucra sulla pelle dei migranti può venir condannato a una pena massima di 5 anni", ha sottolineato.

SDA-ATS