Il jihadismo è la maggiore minaccia terroristica per la Svizzera e la Confederazione presenta lacune nella lotta a questo fenomeno, carenze che saranno però presto colmate. Lo afferma il Consiglio federale nella sua risposta scritta a una domanda di Fabio Regazzi (PPD/TI).

Malgrado la Svizzera non figuri tra gli obiettivi dichiarati e prioritari dei gruppi jihadisti, "occorre considerare che eventuali atti terroristici potrebbero essere perpetrati anche da singoli individui ideologicamente radicalizzati e che i cittadini svizzeri all'estero potrebbero diventare vittime di rapimenti o attentati", sottolinea il governo.

Il Consiglio federale riconosce poi che in materia di raccolta d'informazioni e prevenzione ci sono "lacune evidenti". Queste dovrebbero comunque essere risolte dalla nuova legge sul servizio informazioni. Ulteriori carenze sussistono nella sorveglianza della telefonia via Internet e potrebbero essere colmate grazie alla revisione della legge sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni attualmente in corso.

Infine, l'esecutivo ricorda che la Svizzera coopera ormai da anni in modo stretto ed efficace con gli altri Stati europei. La Confederazione garantisce inoltre il proprio impegno in prima linea nel quadro dell'ONU, dell'OSCE e del Global Counterterrorism Forums.

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