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CN: la criminalità transfrontaliera preoccupa il Nazionale

La criminalità transfrontaliera preoccupa il Nazionale KEYSTONE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 18 dicembre 2019 - 11:43
(Keystone-ATS)

La criminalità transfrontaliera preoccupa il Nazionale che ha tenuto un dibattito urgente. Le soluzioni proposte non sono però concordanti. Il governo, pur non sottovalutando le preoccupazioni della popolazione, ha sottolineato che la delinquenza è in diminuzione.

Piero Marchesi (UDC/TI) ha esordito ricordando i numerosi furti ai bancomat avvenuti in Ticino negli scorsi mesi e l'assalto al portavalori avvenuto a Monteggio, comune dove è sindaco. Per il democentrista, "il Ticino non deve diventare il Far West della Svizzera".

Rocco Cattaneo (PLR/TI) ha detto che "il Ticino si aspetta un maggiore sostegno e un atteggiamento più costruttivo da parte del Consiglio federale".

Facendo indirettamente riferimento alle iniziative dell'UDC contro gli accordi di Schengen e di libera circolazione, Marco Romano (PPD/TI) ha sostenuto che non è rescindendo intese internazionali che queste bande criminali si fermeranno.

Per Greta Gysin (Verdi/TI) è comunque essenziale non lasciarsi guidare da singoli episodi: in Ticino si è infatti constatato una riduzione dei fenomeni criminali, chi parla di nuovo Far West misconosce la realtà, sostiene l'ecologista.

Anche il consigliere federale Ueli Maurer ha ricordato come il numero di delitti contro il patrimonio sia in diminuzione in Svizzera. È vero però, ha precisato il consigliere federale, che la propensione alla violenza da parte dei criminali è oggi maggiore. L'esecutivo non è però stato a guardare: sono state installate telecamere ai valichi di confine e anche la "frontiera verde" è meglio sorvegliata. Anche la collaborazione con le autorità di polizia estere, francesi e italiane in particolare, funziona bene.

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