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Un anno di stipendio al massimo per i giudici del Tribunale federale e i procuratori generali della Confederazione non rieletti.

È quanto prevede un progetto di ordinanza adottato oggi dal Consiglio nazionale per 134 voti a 49, compresa una modifica della legge sul Tribunale amministrativo federale (131 a 48). Gli Stati si erano già pronunciati a favore durante la sessione di marzo.

L'ordinanza ha un unico obiettivo: fare ordine in un settore finora non regolato. In caso di risoluzione del rapporto di lavoro a tali "funzionari" dovrebbe poter essere accordata un'indennità pari al massimo a un anno di stipendio, se le circostanze concrete lo giustificano.

Nel decidere si tiene conto in particolare conto dell'età, della situazione professionale e personale, della durata del mandato e delle circostanze che hanno condotto alla fine del rapporto di lavoro.

L'autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione può accordare una corrispondente indennità al procuratore generale della Confederazione e ai sostituti procuratori generali. L'attribuzione dell'indennità deve essere approvata dalla Delegazione delle finanze delle Camere federali.

UDC contraria a indennità

Prima del voto, il plenum ha respinto per 130 voti a 49 una proposta di non entrata nel merito presentata dall'UDC. Il democentrista svittese Pirmin Schwander ha ricordato che la questione delle indennità non era stata regolata volutamente quando, nel 2007, sono entrate in vigore le norme sul Tribunale federale e sul Tribunale amministrativo federale.

Tutti coloro che si presentano per funzioni del genere sanno che è così e accettano questo dato di fatto, ha dichiarato. I casi di mancata rielezione, ha aggiunto, sono rarissimi: di fatto si tratta di una disposizione elaborata apposta per un caso specifico (la mancata rielezione nel 2011 di Erwin Beyeler, all'epoca procuratore generale della Confederazione, n.d.r).

Stando a Schwander, per risolvere problema basterebbe anticipare in giugno l'elezione di questi magistrati: coloro che non vengono rieletti avrebbero quindi 6 mesi di tempo per cercarsi una nuova occupazione, come tutti i lavoratori normali.

Appoggiandosi a una perizia giuridica, Daniel Vischer (Verdi/ZH) ha fatto notare invece che i magistrati godono pressoché del diritto di riconferma, a meno che non intervengano fatti gravi. Nel 2011, questa situazione non era data. Da qui la richiesta di un'indennità da parte del magistrato non più rieletto. "È solo a questo punto che ci siamo accorti dell'esistenza di una lacuna", ha spiegato Vischer, sottolineando che non si tratta di concedere a queste persone dei paracadute dorati.

Per Margret Kiener-Nellen (PS/BE), "contrariamente a quanto affermato non è così facile trovare lavoro a 60 anni". È quindi giusto equiparare i giudici federali di prima istanza e i procuratori agli alti funzionari della Confederazione.

Per la consigliera federale Simonetta Sommaruga, la concessione di un'indennità a questi magistrati è un modo per rafforzarne l'indipendenza: vi è il rischio, infatti, che il loro lavoro venga influenzato se hanno sentore che non verranno riconfermati in carica.

Caso Beyeler ha fatto scuola

La modifica dell'ordinanza, frutto di un'iniziativa parlamentare della Commissione degli affari giuridici degli Stati, prende le mosse da un caso concreto: la mancata rielezione da parte del parlamento di Erwin Beyeler alla carica di procuratore generale della Confederazione.

Non si trattò di un fulmine a ciel sereno, giacché il magistrato era da tempo nell'occhio del ciclone e nel mirino di alcuni media. In particolare, Beyeler aveva dovuto incassare critiche per la gestione dei dossier Holenweger.

L'ex banchiere privato zurighese era stato assolto a fine aprile 2011 dal Tribunale penale federale dall'accusa di riciclaggio e altri reati, dopo una lunga procedura, sconfessando il MPC su tutta la linea. Per quanto riguarda questo dossier, a Beyeler era stato rimproverato di aver utilizzato con leggerezza quale informatore un ex barone della droga colombiano, Josè Manuel Ramos.

Poca chiarezza sulle indennità di partenza

Questa vicenda aveva messo in luce la poca chiarezza in merito alle indennità di partenza per i membri dei Tribunali federali di prima istanza nonché per il procuratore generale della Confederazione e i sostituti procuratori generali. Beyeler aveva infatti chiesto di poter rimanere per due mesi supplementari in seno alla Confederazione allo scopo di poter ricevere un'AVS ridotta a partire da 60 anni.

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SDA-ATS