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CN: nessuna impunità per dittatori che aggrediscono uno Stato

Il capi di Stato che attaccano un altro Paese devono poter essere giudicati personalmente dalla Corte penale internazionale (CPI). Seguendo il Consiglio degli Stati, il Nazionale ha accolto oggi, con 142 voti a 2, una serie di emendamenti allo Statuto di Roma che consentono di punire il crimine di aggressione ed estendono la nozione di crimine di guerra.

Lo statuto della CPI è stato modificato nel 2010 a Kampala e entrerà in vigore al più presto nel 2017. Le nuove norme autorizzano a intervenire se uno Stato ne aggredisce un altro o se è implicato in un'aggressione. I dirigenti non potranno inoltre sfuggire alla giustizia internazionale.

Il Consiglio federale non intende, per ora, introdurre il crimine di aggressione nel diritto penale svizzero, preferendo valutare quali effetti concreti avranno i nuovi emendamenti sulla CPI e gli altri Stati.

Il Nazionale ha avallato anche un'altra modifica allo Statuto di Roma, che prevede un'estensione della nozione di crimine di guerra. L'uso di veleni o di armi avvelenate, di gas tossici o sostanze simili, così come l'impiego di proiettili a espansione (dum-dum) non sarà più solo vietato nei conflitti armati internazionali, ma anche in quelli non internazionali. Il diritto elvetico non prevede già più questa distinzione.

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