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Non ci saranno nuove disposizioni legislative per regolare più severamente l'assistenza al suicidio in Svizzera. Seguendo gli Stati, anche il Consiglio nazionale ha optato stamani per lo statu quo. Ha tacitamente affossato due iniziative cantonali e una parlamentare che sollecitavano nuove basi legali in questo settore.

Una mozione intesa a rafforzare la sorveglianza delle organizzazioni d'aiuto al suicidio quali Exit e Dignitas è stata bocciata con 163 voti contro 11. La maggioranza è del parere che il diritto attuale basti. In particolare gli abusi possono essere combattuti efficacemente.

Ovviamente - ha ammesso Oskar Freysinger (UDC/VS) - ci troviamo in una zona grigia. Tuttavia, introdurre modifiche legislative equivale a riaprire il vaso di Pandora, viste e considerate le emozioni che questa tematica solleva, ha osservato Isabelle Chevalley (PVL/VD). Una legislazione federale darebbe anche alle organizzazioni d'aiuto al suicidio una sorta di "cauzione dello Stato", ha aggiunto Karl Vogler (PPD/OW).

La strategia governativa di promozione delle cure palliative e di prevenzione del suicidio è stata bene accolta. Rappresenta - ha detto Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL) - una valida alternativa.

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SDA-ATS