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Una nuova istituzione di diritto pubblico amministrerà i fondi di compensazione dell'AVS, dell'AI e delle prestazioni IPG.

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Una nuova istituzione di diritto pubblico amministrerà i fondi di compensazione dell'AVS, dell'AI e delle prestazioni IPG (indennità di perdita di guadagno).

Lo ha deciso oggi - con 121 voti contro 68 - il Consiglio nazionale, che ha così appoggiato il progetto di legge governativo volto a fare chiarezza in materia.

Gli Stati, a cui il dossier ritorna per una divergenza minore, avevano fatto altrettanto durante la sessione invernale delle Camere federali.

Questa nuova forma giuridica, che si chiamerà Compenswiss, faciliterà il collocamento del patrimonio dei tre fondi di compensazione sul mercato finanziario internazionale, consentendole di presentarsi quale partner economico chiaramente identificabile, ha dichiarato Regine Sauter (PLR/ZH) a nome della commissione.

Una minoranza - composta da UDC e da una parte del PLR - ha chiesto invano al plenum la non entrata in materia, sostenendo che la legge speciale costituisce un'eccessiva regolamentazione ed è inutile. Ma, nella votazione, l'entrata nel merito è stata approvata con 99 voti contro 83. La nuova istituzione, che permetterà di avere una gestione indipendente, regolerà anche la restituzione dei debiti di AVS e AI dal 2018.

L'unico successo ottenuto dalla destra - seppur di misura, per 96 a 95 e con il voto decisivo del presidente Jürg Stahl (UDC/ZH) - riguarda il consiglio di amministrazione di Compenswiss: quest'ultimo non dovrà avere l'avallo del Dipartimento federale dell'interno per redigere un regolamento d'organizzazione.

Per il resto, il plenum ha seguito la maggioranza commissionale. Con 113 voti contro 68, il Nazionale ha infatti deciso, per sottolineare l'indipendenza di Compenswiss, di affidare la revisione dei conti a un organo esterno. Una minoranza auspicava invece che il Controllo federale delle finanze (CDF) continuasse a occuparsi della revisione vista l'elevata partecipazione finanziaria della Confederazione all'AVS. Anche il Consiglio federale, per bocca del ministro Alain Berset, era d'accordo di lasciare tale competenza al CDF.

Con 120 voti contro 65 e 1 astensione, la Camera del popolo non ha inoltre voluto limitare al 30% il patrimonio del fondo in valuta estera. Per la maggioranza non bisogna dare indicazioni politiche in merito alla strategia d'investimento.

Secondo Alain Berset, il progetto non avrà conseguenze finanziarie per la Confederazione e i Cantoni, né sul numero di collaboratori dell'amministrazione federale.

SDA-ATS

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