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In merito alla dotazione del fondo destinato alla perequazione delle risorse per il 2016-2019, i cantoni finanziariamente forti dovrebbero versare 196 milioni di franchi in meno all'anno e la Confederazione ottenere uno "sconto" di 134 milioni.

Lo ha ribadito oggi il Consiglio nazionale che ha respinto (103 voti a 87) la proposta di compromesso elaborata dalla Conferenza dei governi cantonali: quest'ultimi si sono messi d'accordo per dimezzare il ribasso proposto dal Consiglio federale (-98 milioni per la Confederazione e -67 milioni per i cantoni "ricchi"). Il dossier ritorna agli Stati.

La Camera dei cantoni ha finora respinto ogni concessione ai cantoni finanziariamente forti e detto di no ad ogni proposta di compromesso.

Più volte la ministra delle finanze ha giustificato questo adeguamento dei versamenti col fatto che la ridistribuzione delle risorse ha già oltrepassato gli obiettivi prefissati: nessun cantone si trova infatti al di sotto dell'85% della media svizzera delle risorse per abitante. Tra il 2012 e il 2014, sono stati addirittura versati 279 milioni di troppo, ha dichiarato più volte la ministra grigionese.

Anche oggi in aula, la consigliera federale ha rispolverato questo ragionamento, chiedendo al plenum di confermare quanto deciso in un primo voto e di non lasciarsi irretire dalla proposta di compromesso formulata dai cantoni. "L'adeguamento dei contributi da noi proposto, basato su considerazioni oggettive, rappresenta già un compromesso", ha ricordato la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf.

"Non è il caso di accettare il compromesso del compromesso", ha aggiunto, spiegando che negli anni a venire la percentuale delle risorse per i cantoni considerati deboli rimarrà al di sopra delle soglia dell'85% nonostante la riduzione dei contributi al fondo della perequazione.

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SDA-ATS