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Nei prossimi anni devono essere stanziati più fondi alla cultura. Seguendo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha approvato oggi il progetto di promozione della cultura per il quinquennio 2016-2020.

Il budget annuale dovrebbe aumentare in media del 3,4% rispetto al periodo 2012-2015, per un totale di 1,12 miliardi di franchi. Vana l'opposizione dell'UDC, che chiedeva di operare tagli in modo da mantenere le spese al livello del 2014. L'oggetto è pronto per le votazioni finali.

Il Museo nazionale svizzero otterrà 160,6 milioni, mentre alla protezione del patrimonio e alla conservazione dei monumenti saranno destinati 132,6 milioni. Le scuole svizzere all'estero beneficeranno di 110,1 milioni. Particolare attenzione sarà inoltre data alla musica, in seguito all'adozione dell'iniziativa popolare sull'incoraggiamento di quest'ultima presso i giovani.

L'UDC, sostenuta da qualche deputato PLR e PPD, ha chiesto senza successo in entrata di rinviare l'intero progetto al Consiglio federale per costringerlo a rivedere le spese e limare 145,1 milioni di franchi. "La cultura deve essere vissuta e finanziata a livello comunale e cantonale e non nazionale", ha sostenuto Felix Müri (UDC/LU), precisando che il suo partito non chiede tagli "ma di mantenere invariate le spese". "Qui discutiamo di una cultura elitaria promossa per un pubblico elitario", ha rincarato Peter Keller (UDC/NW), dicendosi contrario all'idea di "politica culturale diretta dallo Stato".

"La cultura è anche di competenza della Confederazione; sta scritto nero su bianco nella Costituzione, anche se il ruolo di Cantoni e Comuni è preponderante", ha replicato Matthias Aebischer (PS/BE). Oltretutto la cultura genera benefici anche per l'economia, ha aggiunto Fathi Derder (PLR/VD), ricordando come il settore generi ogni anno un fatturato di decine di miliardi di franchi. La proposta di rinvio democentrista è stata respinta per 128 voti a 65.

La destra ha poi tentato invano di far passare tagli per 42 milioni di franchi al settore cinematografico, per 37,6 milioni all'incoraggiamento culturale e per 33,9 milioni a Pro Helvetia. Le tre proposte sono state respinte dal plenum, come pure quella di Mathias Reynard (PS/VS), che chiedeva un milione supplementare per le librerie. Al contrario, l'UDC avrebbe voluto stanziare più fondi (14,9 milioni) per la conservazione dei monumenti storici.

"Un taglio a Pro Helvetia potrebbe voler dire l'assenza della Svizzera alla Biennale di Venezia" e una minor presenza sulla scena internazionale, ha sottolineato il consigliere federale Alain Berset, ricordando come "la cultura in Svizzera impieghi circa 260'000 persone e rappresenti il 3% del PIL nazionale".

Il ruolo della Confederazione - ha poi aggiunto - sta nel favorire gli scambi e la cooperazione fra le regioni. Il ministro ha fatto l'esempio della promozione dell'italiano, con il sostegno alla traduzione di opere letterarie, e ha ricordato la volontà popolare di incoraggiare la formazione musicale.

Come il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha però deciso di concedere 3 milioni di franchi supplementari - rispetto a quanto previsto dal governo - ai musei, alle collezioni a alle istituzioni attive nella salvaguardia del patrimonio culturale. Via libera anche a un fondo di 40 milioni - per il periodo 2018-2020 - destinato a istituzioni ancora poco note e di 23 milioni ad altre già conosciute.

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SDA-ATS