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La Confederazione deve garantire un'adeguata offerta di posti di stage nel settore pubblico in modo da favorire il reinserimento di coloro, nella stragrande maggioranza donne, che hanno temporaneamente interrotto la loro attività professionale. È l'opinione del Consiglio nazionale che, con 95 voti contro 88 e 3 astenuti, ha approvato una mozione di Marina Carobbio Guscetti (PS/TI).

Per la ticinese la richiesta si inserisce nella strategia del Consiglio federale che punta su un maggior ruolo attivo delle donne, anche in risposta all'accettazione dell'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa". È quindi importante che anche il settore pubblico - Confederazione, imprese pubbliche e para-pubbliche - offra sufficienti posti di stage, ha affermato Carobbio Guscetti.

Per la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, contraria alla mozione, gli stage non costituiscono la risposta adeguata al problema sollevato dalla ticinese. Infatti, i salari versati ai praticanti sono inferiori rispetto alle paghe degli impiegati "normali", il posto ha durata limitata a un anno e non offre alcuna garanzia di assunzione.

Chi vuole rientrare nella vita attiva ha bisogno di un lavoro fisso, ha sostenuto la ministra delle finanze. Widmer-Schlumpf ha poi assicurato che queste persone hanno le stesse chance delle altre di ottenere un impiego presso l'amministrazione federale.

Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.

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SDA-ATS