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La sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni va adeguata alle tecnologie moderne, specie internet, per rimanere al passo con criminali sempre più agguerriti. È quanto ritiene il Consiglio nazionale.

La Camera del popolo, con 128 voti contro 50 e 7 astenuti, ha bocciato il rinvio al governo della nuova legge. La Camera ha ora iniziato la discussione per articolo.

La proposta di rinviare il dossier al Consiglio federale era stata formulata da Daniel Vischer (Verdi/ZH). Lo zurighese avrebbe voluto che il governo limitasse le possibilità di sorveglianza, in particolare vietando la raccolta di dati a titolo preventivo.

Gli Stati avevano già accolto la nuova Legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni durante la scorsa sessione di marzo per 30 voti a 2. Essa ammette in particolare il ricorso a software spia governativi, pure detti "cavalli di Troia" (trojan).

Nella discussione dettagliata la Camera del popolo dovrà in particolare stabilire quanto durerà il periodo di conservazione dei dati marginali (mittente, destinatario, momento, punto di partenza, ma non il contenuto della conversazione) della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni. Gli Stati propongono sei mesi, la commissione preparatoria del Nazionale e il governo un anno.

Rispetto a quanto deciso dalla Camera dei cantoni, la commissione propone anche di inasprire le condizioni riguardanti l'uso di programmi informatici "spia" utilizzati dalle autorità. Questi devono poter impiegare soltanto software "che documentano la sorveglianza in modo completo e non modificabile". Inoltre, il trasferimento dal sistema di elaborazione dati sorvegliato alle autorità penali deve avvenire in modo sicuro.

La legge si applicherà soltanto alla sorveglianza di presunti autori di reati penali gravi, per i quali sarebbe ammissibile anche un'indagine sotto copertura: assassini, crimini mafiosi, finanziari o a carattere pedofilo. Queste misure di controllo saranno possibili soltanto se un'inchiesta è stata aperta e se la sorveglianza è stata ordinata da un giudice. Non sarà possibile la sorveglianza a titolo preventivo, pratica regolata dalla legge sui servizi di informazione ancora all'esame del parlamento.

La normativa prevede anche "un'equa indennità" per il lavoro svolto dagli operatori di telefonia, cui incombe il costo delle apparecchiature.

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SDA-ATS