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Anche se domani non vi sarà sessione, una lieve maggioranza di consiglieri nazionali ha deciso di non rinunciare all'indennità - 180 franchi - per pernottamento in albergo cui hanno diritto per stanotte.

Con un voto risicato, 82 voti a 80 e 25 astenuti, il plenum non ha dato seguito a una mozione di Max Binder (UDC/ZH) che invitata i presenti a rinunciare a tale somma.

Appellandosi all'onore dei presenti, per Binder sarebbe difficile spiegare al contribuente il perché di questa indennità, sapendo che la maggioranza non ne farebbe in ogni caso uso. A suo avviso, inoltre, andrebbe ripensato tutto il sistema delle indennità.

La proposta Binder ha provocato la risposta stizzita del consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI). "La Svizzera non inizia e non finisce a Zurigo", ha puntualizzato Romano all'indirizzo del collega democentrista. Se si vuole veramente fare qualcosa in quest'ambito, ha rincarato il democristiano, "perché non stralciare anche le indennità per chi può rientrare tutte le sere al domicilio?", si è chiesto Romano, alludendo al collega di Zurigo.

Andy Tschümperlin (PS/SZ) ha giustificato l'indennità col fatto che molti deputati hanno già fissato appuntamenti per domani. A chi non approfitterà di questa possibilità, il consigliere nazionale socialista ha consigliato di versare i 180 franchi cui hanno diritto alla Catena della solidarietà.

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SDA-ATS