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La Costituzione federale deve essere modificata per lasciare liberi i cantoni di determinare il proprio diritto elettorale.

Il Consiglio nazionale ha deciso oggi di dar seguito a due iniziative cantonali in questo senso, presentate da Zugo e Uri. La prima è stata accolta con 99 voti a 87, mentre la seconda con 98 voti a 90.

Recentemente, sulla base di un ricorso, il Tribunale federale (TF) ha criticato il sistema per l'elezione dei parlamenti dei cantoni di Zugo, Nidvaldo e Svitto, in cui vige il proporzionale. Il TF ha contestato il diverso peso che hanno i singoli voti nei piccoli circondari elettorali.

Nella sua giurisprudenza più recente la corte losannese ha continuato a inasprire i requisiti posti ai sistemi elettorali cantonali, ha criticato Gerhard Pfister (PPD/ZG). Mentre ancora fino a un paio di anni fa riteneva sufficienti deroghe per proteggere le minoranze o salvaguardare un'identità territoriale specifica, storica e ancora viva, oggi il TF non è più di questo avviso. "Bisogna tornare indietro", ha aggiunto.

"È necessario fornire un quadro minimo ai cantoni in materia elettorale", ha sostenuto invano Isabelle Moret (PLR/VD) a nome della commissione, sottolineando che nel diritto di voto deve prevalere l'uguaglianza.

Le due iniziative chiedono di formulare in modo più preciso l'articolo 34 della Costituzione in moda da riaffermare le autonomie cantonali. Visto che entrambe erano state approvate dalla Commissione delle istituzioni politiche degli Stati, quest'ultima è ora chiamata a redigere un progetto in materia.

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SDA-ATS