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CN: tassazione ordinaria anche per frontalieri

In un prossimo futuro, anche i frontalieri potranno chiedere di essere tassati in via ordinaria come i lavoratori residenti, invece che alla fonte, godendo delle deduzioni del caso.

È quanto prevede la revisione dell'imposizione alla fonte del reddito da attività lucrativa accolta oggi dal Consiglio nazionale per 185 voti a 6 e 2 astensioni. L'oggetto va agli Stati.

L'esame di questo dossier era stato sospeso nel febbraio 2015 nell'attesa della firma dell'accordo fiscale tra la Svizzera e l'Italia, in particolare per quanto riguarda il nuovo regime di tassazione dei frontalieri.

La revisione in oggetto era stata criticata dal Canton Ticino, e da buona parte della Deputazione ticinese alle Camere federali, poiché avrebbe concesso ai frontalieri di farsi tassare in via ordinaria, godendo delle deduzioni concesse ai residenti.

Nel frattempo, l'intesa sui frontalieri è stata parafata, mentre la convenzione contro la doppia imposizione tra Roma e Berna, adeguata ai criteri OCDE per lo scambio d'informazioni su richiesta, è pronta per la ratifica.

Due degli ostacoli maggiori sono stati tolti, ciò che ha spinto oggi il gruppo UDC a ritirare un'ulteriore richiesta di sospensione del dossier.

Una novità decisa oggi concerne direttamente il Ticino: la revisione prevede infatti che il moltiplicatore comunale venga determinato sulla base di un metodo di calcolo federale (media preponderata).

Ciò dovrebbe evitare derive punitive, ha indicato dalla relatrice della commissione Ada Marra (PS/VD), facendo riferimento alla decisione del Ticino - risalente al 2014, n.d.r - di innalzare il moltiplicatore comunale per le imposte alla fonte prelevate sui salari dei frontalieri dal 78% (media) al 100%. Tale decisione aveva irritato parecchio il governo di Roma che aveva parlato di discriminazione.

Nonostante l'invito alla prudenza del Consigliere federale Ueli Maurer, che avrebbe preferito la proposta di stralcio di questa disposizione presentata dall'UDC a vantaggio di un'intesa col Governo ticinese, il plenum si è espresso a favore di questa soluzione - un "corsetto" l'ha definito Ada Marra - per 114 voti a 70.

Stando alla revisione legislativa, gli stranieri senza permesso di domicilio potrebbero essere tassati in via ordinaria se il loro reddito lordo supera un certo limite. Tale possibilità verrebbe estesa anche a coloro che non sono residenti nella Confederazione, ma vi conseguono oltre il 90% dei loro redditi (i cosiddetti "quasi residenti", frontalieri compresi). I frontalieri potrebbero così farsi tassare in via ordinaria, facendo valere anche le deduzioni del caso, come gli interessi ipotecari o i costi di trasporto.

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