Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Non è necessario analizzare la situazione dei trasferimento Dublino verso l'Italia. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale respingendo - con 102 voti contro 70 e 3 astenuti - un postulato sul tema.

Il postulato, depositato da Cesla Amarelle (PS/VD), voleva incaricare il Consiglio federale di fare il punto della situazione nell'ambito dei trasferimenti Dublino, in particolare verso l'Italia, di chiarire la sua politica di attivazione della clausola discrezionale e di eventuali sospensioni nonché di esaminare le possibilità di migliorare la collaborazione con i cantoni in tal senso.

Nel corso degli ultimi mesi l'attuazione di Dublino III ha infatti sollevato questioni importanti legate in particolare all'opportunità di proseguire i trasferimenti di persone vulnerabili e di famiglie, soprattutto verso l'Italia. Tutto questo perché serve un equilibrio che rispetti sia la tutela dei diritti delle persone sia l'efficacia della cooperazione internazionale.

"Il postulato chiede un intervento generico per un problema che riguarda casi specifici", perché è solo in queste circostanze che si può impedire il ritorno allo Stato Dublino previsto, ha affermato invece Heinz Brand (UDC/GR). I cantoni che decidono su questi casi devono avere ancora un margine di manovra, e non trovarsi con le mani legate, ha aggiunto.

La consigliera federale Simonetta Sommaruga si è vanamente espressa in favore del postulato. Gli Stati Dublino devono rispettare determinati obblighi, per questo non dovrebbe essere rilevante in quale di questi Paesi finisca un immigrato. Come noto, però, non dappertutto questi sono applicati. È quindi giusto monitorare la situazione, ha detto.

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

SDA-ATS