Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

BERNA - Il canone radiotelevisivo non dovrà più dipendere dal possesso di un apparecchio. Tutti - economie domestiche e imprese - dovranno in futuro pagare questa tassa. Con 96 voti contro 71, il Consiglio nazionale ha approvato una mozione della sua commissione in questo senso.
La Camera del popolo si è così schierata dietro a una proposta fatta dal Consiglio federale, al quale chiede di elaborare un progetto di legge concreto. Potranno essere previste eccezioni alla riscossione generalizzata del canone per certe imprese o per i ceti sfavoriti (le persone che hanno diritto alle prestazioni complementari AVS/AI sono già esonerate).
Apparecchi televisivi o radio, ordinatori, cellulari: i progressi tecnologici permettono di captare i programmi radio e TV con ogni sorta di strumento elettronico. Il sistema attuale è dunque superato ed è sempre più complicato intercettare gli utenti che non pagano, ha indicato Viola Amherd (PPD/VS) a nome della commissione delle telecomunicazioni.
La deputata ha rilevato che il canone dev'essere oramai considerato come un contributo al servizio pubblico. Dal canto suo, l'importo del canone potrebbe essere corretto verso il basso, ha precisato Christian Levrat (PS/FR). Attualmente, i privati pagano 169 franchi all'anno per la radio e 293 franchi per la TV. Secondo l'Ufficio federale della comunicazione, l'importo del canone potrebbe calare di 100 franchi all'anno.
Nonostante i ripetuti attacchi di internauti e del Sorvegliante dei prezzi Stefan Meierhans, i giorni della Billag - l'organo preposto alla riscossione del canone - non sembrano contati. La commissione si è occupata delle soluzioni alternative, come una riscossione attraverso l'imposta federale diretta (IFD), ma le ha tutte respinte, ha precisato Levrat.
La mozione della commissione adottata dal Nazionale chiede unicamente un esame più approfondito della soluzione dell'asta per designare l'organo d'incasso. Il sistema attuale ha dato buoni risultati, ha sottolineato il presidente del PS, ricordando che in occasione dell'ultima asta, i candidati erano Billag e La Posta.
L'UDC si è inutilmente opposta al progetto della commissione. Natalie Rickli (ZH) ha attaccato di petto la Billag, citando l'eccedenza percepita di 67 milioni di franchi. Secondo Rickli, la mozione mirerebbe soltanto a un aumento del canone, trasformandolo in "imposta per i media".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS