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Il Nazionale sostiene le quote femminile nelle grande imprese

KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

Le donne nei piani alti dell'economia sono ancora troppo poche. Partendo da questa costatazione, il Consiglio nazionale ha votato una proposta secondo la quale, in futuro, il 30% dei posti nei Cda delle aziende quotate in borsa deve essere riservato al "gentil sesso".

A livello di direzione tale quota deve essere del 20%. Non è tuttavia prevista alcuna sanzione. Le circa 250 società potenzialmente interessate dovranno unicamente spiegare perché gli obiettivi non sono stati raggiunti ed esporre le misure previste per rimediarvi.

Il tema ha dato adito a discussioni animate in aula. Lisa Mazzone (Verdi/GE) avrebbe voluto aumentare le quote rispettivamente al 40% e al 30%. L'obiettivo deve essere "un minimo ambizioso" se non si vogliono attendere altri 40 anni per l'uguaglianza, ha rilevato. L'ecologista ginevrina ha tuttavia ritirato la sua proposta per non mettere in pericolo l'intero progetto governativo.

Dal canto suo, Natalie Rickli (UDC/ZH) si è detta sorpresa che la misura sia stata approntata da un governo a maggioranza borghese e prenda di mira le società quotate in borsa. Numerose donne hanno successo alla testa di PMI, le grandi società devono essere dirette da persone con qualifiche speciali che non tutte le donne hanno, ha aggiunto. La politica non deve intervenire in questo ambito.

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SDA-ATS