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CN+CSt: conclusa la sessione invernale delle Camere

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 dicembre 2010 - 12:27
(Keystone-ATS)

BERNA - Il rinnovo delle presidenze in entrambi i Consigli, l'elezione risicata di Micheline Calmy-Rey alla presidenza della Confederazione per il 2011, l'esame del preventivo 2011 della Confederazione, che a opera finita prevede un deficit di 646 milioni, hanno costituito alcuni dei momenti salienti della sessione invernale delle Camere, conclusasi stamani a Berna con le tradizionali votazioni finali.
Per quanto riguarda i più importanti temi della sessione, all'ordine del giorno vi erano la sesta revisione dell'AI, i crediti per il finanziamento dell'infrastruttura ferroviaria e per l'agricoltura, l'imposizione dei bonus che superano i 3 milioni, i rapporti sulla politica di sicurezza e sull'esercito, l'assicurazione malattia, con il freno degli Stati sul "managed care", e la legge sulla Posta. Il Nazionale ha anche respinto l'IVA a tasso unico e si è opposto ai "bisonti" stradali da 60 tonnellate. Di scena anche tutta una serie d'interventi parlamentari.
Prima di approdare alle votazioni finali, il Consiglio nazionale ha ancora adottato, con 111 voti contro 59, una mozione della sua commissione delle istituzioni politiche che incarica il governo a elaborare un progetto di legge quadro sull'integrazione degli stranieri e di procedere alle necessarie modifiche sui settori legislativi specifici. La mozione è ora trasmessa agli Stati.
La Camera del popolo ha anche deciso che le dimissioni tattiche dei consiglieri federali non vanno limitate. Con 149 voti contro 30 ha respinto una mozione del consigliere agli Stati Robert Cramer (Verdi/GE). L'ecologista chiedeva al Consiglio federale di adottare misure affinché le partenze di ministri nel bel mezzo di una legislatura diventassero un'eccezione.
Il Nazionale ha quindi trasmesso, con 119 voti contro 68, una mozione del consigliere agli Stati Claude Janiak (PS/BL) che chiede di ampliare la "cognizione" del Tribunale federale in caso di ricorsi contro sentenze della Corte penale del Tribunale penale federale. La Camera ha invece affossato, con 122 voti contro 68, un'altra mozione di Janiak. Voleva che le questioni giuridiche di principio che si pongono nel settore del diritto pubblico possano pure essere sottoposte al Tribunale federale.
Vicenda UBSIl Consiglio nazionale ha quindi adottato una mozione della sua commissione della gestione, frutto del rapporto sulla vicenda UBS. Chiede un rafforzamento del Codice penale e vuole che le grandi imprese salvate dal fallimento da un intervento statale possano essere oggetto di una procedura penale.
Sempre in materia, il Nazionale ha adottato tacitamente, in accordo con il Consiglio federale, due altre mozioni della sua commissione della gestione, che derivano pure dal rapporto sulla vicenda UBS. La prima incarica il Consiglio federale di regolare nella legge sull'organizzazione del governo e dell'amministrazione lo strumento delle deleghe a tre persone, onde migliorare le basi decisionali dell'Esecutivo in affari importanti. La seconda incarica il Consiglio federale ad adottare misure con lo stesso intento, nell'ambito della riforma in corso del governo.
Ha accolto tacitamente una mozione degli Stati che incarica il Consiglio federale di rivedere la legislazione per permettere al parlamento d'intervenire prima della conclusione di trattati internazionali di portata minore. In questo modo, le Camere intendono impedire in futuro i fastidi provocati dall'accordo d'assistenza amministrativa con gli Stati Uniti, in merito a UBS.
Atti sessualiIl Nazionale ha prorogato tacitamente, fino alla sessione invernale 2012, il termine d'esame di un'iniziativa parlamentare di Fabio Abate (PLR/TI). Il testo chiede che gli autori di atti sessuali con fanciulli di meno di 16 anni siano puniti con la reclusione per 10 anni al massimo, contro i 5 attuali. Si tratta dunque di inasprire la pena prevista dall'art. 187 del Codice penale (CP).
Il Nazionale ha quindi archiviato, con 120 voti contro 69, un'iniziativa parlamentare di Luc Recordon (Verdi/VD) che chiedeva che un giudice potesse decidere se un proprietario d'immobile possa vedersi imposta una modifica dell'edificio per consentire l'accesso a un disabile. La Camera ha anche archiviato tacitamente un'altra iniziativa parlamentare di Recordon che chiedeva di corregge una lacuna del Codice penale, relativa all'impiego illecito di valori patrimoniali ottenuti con frode non commessa con astuzia.
Prima di procedere alle votazioni finali, il Nazionale ha ancora respinto tredici petizioni, che interessavano i settori più disparati: dalla montagna, all'assicurazione malattia, all'adesione all'UE, alla formazione dei monitori per giovani, e via dicendo.

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