Migliaia di persone sono scese di nuovo in strada nelle principali città della Colombia per una nuova giornata di sciopero nazionale, nella terza settimana di proteste con le quali la popolazione chiede la governo cambiamenti sociali, politici ed economici.

A Bogotà, principale epicentro delle manifestazioni, sono circa duemila le persone in marcia, secondo quanto riferito dalle autorità municipali. Alla manifestazione della capitale partecipano anche più di 500 membri delle guardie indigene dei dipartimenti di Cauca, Caldas e Huila, che hanno iniziato questa mattina la loro mobilitazione con riti ancestrali accompagnati da musica e canti.

Tra le città in cui si registrano manifestazioni ci sono Cali, Medellin, Cartagena de Indias, Barranquilla, Manizales, Barrancabermeja. Nei diversi centri, viene segnalato che le marce si stanno svolgendo con tranquillità, tranne che per alcuni blocchi stradali e azioni di disturbo isolate, come a Cali, dove la società Metrocali ha denunciato che durante la giornata sono stati commessi atti di vandalismo contro 4 autobus e 5 stazioni dei bus.

Gli scioperanti chiedono che il governo eviti di realizzare le riforme del lavoro e delle pensioni, oltre a portare avanti richieste che vanno dalle rivendicazioni ambientali alle richieste economiche e riguardanti l'istruzione.

Il governo di Iván Duque ha risposto alle proteste con l'apertura di alcuni tavoli di dialogo con diversi settori del paese che dureranno fino al prossimo marzo, che scioperanti e altri settori considerano come una strategia per contenere le richieste delle mobilitazioni di piazza.

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