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BOGOTÀ - Almeno 18 feriti e ingenti danni materiali: è il bilancio dell'autobomba esplosa oggi alle 5,30 del mattino nel centro finanziario di Bogotà, attentato che secondo il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, rappresenta un "messaggio" inviato al paese da parte di qualche organizzazione terroristica.
L'esplosione del veicolo imbottito con 50 chili di 'anfò (miscela di nitrato di ammonio ed altri additivi) ha avuto luogo davanti all'edificio dove hanno le loro sedi Radio Caracol - la più importante emittente del paese - e l'agenzia di stampa spagnola Efe. Oltre ai 18 feriti, dei quali sette sono stati ricoverati, l'esplosione ha provocato danni in almeno un migliaio di edifici della zona.
Secondo la stessa Caracol, la polizia ha già arrestato cinque persone fermate lo scorso venerdì mentre trasportavano 'anfò e poi rilasciate, per errore, domenica.
Il Consiglio di sicurezza di Bogotà ha d'altra parte già disposto, come ha precisato il sindaco di Bogotà, Samuel Moreno, che non ci saranno ricompense per eventuali informatori. "Ci auguriamo, ha precisato Moreno, che la cittadinanza collabori senza esigere nulla".
Subito dopo l'esplosione, è giunto sul luogo dell'attentato il presidente Juan Manuel Santos, che si è insediato al posto di Alvaro Uribe sabato scorso. "Si tratta di un vigliacco atto terroristico. Non ci impauriranno. Non cadremo nel loro gioco. Continuiamo con la vita normale".
Nessuna autorità ha accennato agli eventuali autori dell'attentato. Nei blog, però, si sprecano le accuse contro le Farc, e gli elogi per l'ex presidente Uribe.
A commentare l'attentato è stato tra gli altri il presidente venezuelano Hugo Chavez, che questa settimana ha incontrato il collega Santos, colloquio che ha portato alla riapertura dei rapporti diplomatici Bogotà-Caracas, interrotti dallo scorso 22 luglio dopo le accuse rivolte da Uribe a Chavez su presunte protezioni in territorio venezuelano ai guerriglieri delle Farc.
"Il popolo ed il governo del Venezuela condannano nel modo più energico l'azione terroristica diretta contro il popolo fratello della Colombia, e contro il suo fervente desiderio di pace", ha sottolineato in una nota il governo Chavez.

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SDA-ATS