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Colombo senza pace, e Trump punta Mount Rushmore

Il Rushmore National Memorial, dove Trump conta di recarsi per celebrare il giorno dell'indipendenza. KEYSTONE/AP/Laura Rauch sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 26 giugno 2020 - 19:04
(Keystone-ATS)

Non c'è pace per Cristoforo Colombo: cedendo alle proteste, la città di Philadelphia chiederà la rimozione della statua, finita al centro della campagna per spazzare via dalle strade, dalle piazze e dai parchi americani i simboli del razzismo e del passato coloniale.

Un'ondata di proteste che non ferma però Donald Trump. In sfida ai manifestanti e ai nativi americani il presidente si appresta a coronare il sogno di una vita: celebrare il giorno dell'Indipendenza sotto i fuochi d'artificio di Mount Rushmore.

Una visita attesa per il 3 luglio, ma le polemiche sono già esplose. Nell'area che ospita il monumento vige dal 2010 il divieto di spettacoli pirotecnici a causa del rischio di incendi della Black Hills, area ritenuta sacra dai nativi. E' però il passato di Mount Rushmore e il suo simbolismo in un momento storico come quello attuale che alimenta l'ira contro quella che è ritenuta l'ennesima sciagurata decisione di Trump.

Il terreno su cui si erige il monumento che raffigura, scolpiti nella roccia, i volti di quattro presidenti americani - George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln - è stato sottratto ai nativi Lakota Sioux nel 1800, e lo scultore dell'opera è un suprematista bianco con legami con il Ku Klux Klan. Per i nativi il governo dovrebbe restituire il terreno e il monumento andrebbe abbattuto perché simbolo del "suprematismo bianco" e di quel "razzismo strutturale" che domina in America. Senza contare che i presidenti Washington e

Jefferson avevano tutti e due degli schiavi, che la statua di Lincoln a Washington è oggetto di un duro scontro fra chi vuole rimuoverla e chi abbatterla e che la raffigurazione di Roosevelt a New York, davanti al Museo di Storia Naturale, sarà rimossa.

Intanto per rispetto ai nativi la città di Philadelphia si appresta a chiedere ufficialmente la rimozione della statua di Colombo a Marconi Plaza. "Gli storici hanno scoperto documenti di prima mano che stabiliscono come il suo arrivo in America sia stato caratterizzato dall'inizio del genocidio dei nativi", spiega il sindaco di Philadelphia, Jim Kenney, annunciando che il consiglio comunale chiederà il prossimo 22 luglio alla Philadelphia Art Commission l'approvazione per rimuoverla. Nella New York che ha rimosso Roosvelt Colombo però resiste: il governatore italo-americano ha assicurato che finché resterà in carica la statua non si tocca.

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