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COMCO: multa di 3,5 milioni nei confronti di IFPI Svizzera

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 luglio 2012 - 09:52
(Keystone-ATS)

La Commissione della concorrenza (COMCO) ha inflitto una multa di 3,5 milioni di franchi nei confronti del ramo elvetico della Federazione internazionale dell'industria fonografica (IFPI Svizzera) per aver ostacolato l'importazione parallela di supporti musicali e video, quali i CD. Per lo stesso motivo la COMCO ha sanzionato Phononet, intermediario nell'industria dei media, con una multa di 20'000 franchi, si legge in una nota odierna.

Nel quadro di una conciliazione le due imprese si sono impegnate in futuro a non far più sottoscrivere dichiarazioni di rinuncia alle importazioni parallele di supporti musicali o video e di non ostacolarle o vietarle più, si precisa ancora nel comunicato.

L'inchiesta, aperta nel giugno 2011, ha mostrato che i membri di IFPI Svizzera si erano accordati tra di loro nel quadro dell'associazione a non importare parallelamente in Svizzera supporti musicali e/o video di altri membri IFPI. Phononet, anello di congiunzione tra il commercio, i media e l'industria, con il suo comportamento ha sostenuto l'effetto di questo accordo.

Sono stati inoltre investigati le condizioni di ammissione nell'associazione IFPI Svizzera, la produzione della hit-parade ufficiale elvetica, così come rimproveri relativi al Music Promotion Network (MPN). Non sono però state constatate violazioni, quindi l'inchiesta è stata archiviata. Ciononostante, per quanto riguarda la classifica delle canzoni di maggior successo, IFPI Svizzera intende modificare la prassi per accrescere la trasparenza.

L'inchiesta era stata avviata in seguito a un reclamo del distributore digitale di musica iMusician, a cui non è stato permesso di aderire all'IFPI. A iMusician era sorto il sospetto che la hit-parade non rispecchiasse le reali vendite dopo che la canzone "Slow down. Take it easy" - peraltro "colonna sonora" e motto della campagna di spot tv per adeguare la velocità nel traffico stradale - del gruppo bernese Da Sign & The Opposite non risultava nella classifica nonostante l'ottimo successo commerciale su internet.

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