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Nella lotta ai cartelli economici le sanzioni dirette, i programmi di immunità a beneficio delle imprese che si autodenunciano e la possibilità di operare perquisizioni si sono dimostrate efficaci: lo afferma la Commissione della concorrenza (COMCO), che oggi a Berna ha tracciato un bilancio positivo degli strumenti introdotti dieci anni or sono.

Le nuove, più affilate armi dell'arsenale dei controllori sono frutto dell'ultima revisione legislativa, entrata in vigore il primo aprile 2004. L'esistenza stessa di questi strumenti ha un effetto dissuasivo sulle imprese, hanno spiegato i responsabili della COMCO nella conferenza stampa annuale.

La loro forza non è però rimasta solo sulla carta. La statistica del decennio testimonia di 50 autodenunce, perquisizioni presso 91 imprese nell'ambito di 18 inchieste e 23 decisioni sanzionatorie in relazione a un totale di 97 imprese (per 41 aziende le misure non sono ancora passate in giudicato).

I nuovi strumenti si sono rivelati validi, "nonostante il loro utilizzo abbia reso le procedure più complesse e abbia richiesto l'impiego di parecchio personale", puntualizza la COMCO.

Per quanto riguarda l'anno passato, l'autorità è intervenuta con multe nell'ambito della costruzione di strade nel canton Zurigo e nel settore del trasporto aereo di merci: queste indagini hanno fra l'altro mostrato che, senza i programmi d'immunità e le perquisizioni, sarebbe molto difficile scoprire cartelli sui prezzi, in particolare negli accordi di appalto.

Sempre nel 2013 la COMCO ha preso pure decisioni in materia di libri in lingua francese e di orologeria in relazione alle forniture di Swatch. Ha infine espresso raccomandazioni riguardo ai notai.

SDA-ATS