Come una matrioska: la cometa inseguita dalla sonda Rosetta ha una superficie stratificata in più punti, che potrebbe presto rivelare l'origine e l'evoluzione di questo mattone primitivo del Sistema solare. Lo dimostrano i dati presentati all'Università degli Studi di Milano da Matteo Massironi, geologo planetario dell'Università di Padova, in occasione del congresso congiunto della Società geologica italiana (Sgi) e della Società italiana di mineralogia e petrografia (Simp).

La prima mappatura della superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è stata fatta grazie allo strumento Osiris montato a bordo della sonda Rosetta dell'Agenzia spaziale europea (Esa): proprio la sua Wide Angle Camera (per le riprese ad ampio campo) è stata realizzata sotto la guida dell'Università di Padova. "Grazie a queste immagini abbiamo scoperto che nel collo che unisce i due lobi della cometa si concentra una forte attività - spiega Massironi - data dalla sublimazione del ghiaccio e dall'emissione di gas e polveri".

La curiosa forma bilobata della cometa, che molti paragonano ad una scamorza, potrebbe essere nata dalla fusione di due corpi, oppure dalla erosione di un unico blocco. "La risposta alle nostre domande potrebbe essere nella stratificazione della superficie esterna che abbiamo trovato in più punti della cometa", precisa il ricercatore. "Se troveremo una continuità degli strati tra i due lobi della cometa, potremmo pensare che si tratti di un corpo unico".

Intanto i dati raccolti dai geologi saranno al centro della prossima riunione tecnica della missione, che si terrà a Tolosa il 13 e 14 settembre per scegliere il sito per l'atterraggio del lander Philae. L'annuncio sarà fatto lunedì al quartier generale dell'Esa a Parigi.

Parole chiave

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.