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Dopo il Dipartimento della difesa, anche i fautori dell'acquisto degli aerei da combattimento Gripen si distanziano ufficialmente dal ventilato piano B in caso di bocciatura alle urne della legge federale ad hoc il prossimo 18 maggio.

Il comitato interpartitico per il "Sì al Gripen" ha reagito alle dichiarazioni del presidente della Commissione di politica di sicurezza al Consiglio nazionale, Thomas Hurter (UDC/SH), anch'egli membro del comitato, il quale, in dichiarazioni a giornali domenicali, ha affermato che si potrebbe eventualmente attingere dal budget ordinario delle Forze aeree i soldi per acquistare una dozzina di aviogetti ogni 15 anni senza passare davanti al popolo. Con questa soluzione si potrebbe sostituire gli attuali 86 aerei in dotazione con 50-70 nuovi apparecchi da combattimento, senza incorrere in un referendum.

In un comunicato odierno, il comitato "Sì al Gripen" ritiene "inequivocabilmente" che non sussiste alcuno piano B ad una bocciatura popolare del progetto. "La decisione popolare sulla legge di finanziamento del Gripen è tassativa e vincolante". Se in votazione dovesse essere rifiutato l'acquisto di nuovi aerei da combattimento, la decisione deve essere "accettata e applicata", afferma la nota odierna.

SDA-ATS