Il 2015 si annuncia come un anno difficile per il commercio al dettaglio svizzero: il giro d'affari del settore dovrebbe scendere del 2-3% rispetto ai dodici mesi precedenti, stando a una stima dell'istituto di ricerca di mercato GfK.

Gfk ha pubblicato oggi, nell'ambito di un convegno a Zurigo, il suo rapporto annuale sul comparto per il 25esimo anno consecutivo. La ricorrenza è stata anche l'occasione per fare il punto su una realtà in profonda trasformazione. La lotta fra i vari giganti del ramo è destinata a farsi ancora più accentuata.

L'unica grande costante rimane la coppia di testa costituita da Migros e Coop. Dietro di loro però tutto è cambiato: nella top ten sono entrati nuovi nomi come Landi, Volg, Aldi e Dosenbach-Ochsner. Marchi storici come Primo Visavis, Epa o ABM sono invece scomparsi. Se nel 1990 all'interno della classifica dei primi 20 solo uno era un gruppo internazionale (C&A) oggi il loro numero è salito a sei (Aldi, Ikea, Dosenbach-Ochsner, Media Markt, Lidl e H&M).

Secondo GfK da ormai quattro anni il settore si trova in una situazione di crescita zero, dopo il +0,7 annuo del periodo 1990-1999 e il +1,3% del 2000-2009. Nel 2014 le vendite si sono attestate a 97,6 miliardi (-0,4%), una stagnazione che è da ricondurre al segmento non alimentare, alle prese con l'abbassamento dei prezzi. Una sfida costante è inoltre rappresentata dal turismo degli acquisti e dallo shopping online.

I vincitori della competizione interna al ramo nel 2014 sono stati i discounter con radici tedesche Aldi (+3%) e Lidl (+10%), nonché lo specialista dei negozi di paese Volg (+4%). Anche Migros (+1%) e Coop (+1%) hanno presentato risultati solidi. Al di fuori del comparto alimentare va segnalato Dosenbach-Ochsner, che ha visto le vendite lievitare del 6% a quasi un miliardo nonostante la diminuzione delle filiali, nonché l'arretramento di Manor (-2%).

Secondo GfK i vari gruppi sgomiteranno assai anche quest'anno per avere successo. Il comparto alimentare vedrà i ricavi scendere dell'1%, quello non alimentare del 3-4%. Attualmente le cifre di Gfk mostrano un arretramento del 2,3% a livello svizzero nel periodo gennaio-maggio, con la Svizzera tedesca a -2%, la Romanda a 3% e il Ticino al -5%. I dati di Gfk sono più recenti di quelli ufficiali dell'Ufficio federale di statistica, che proprio ieri aveva informato sul mese di aprile.

Oltre al turismo degli acquisti, favorito dall'euro debole, i gruppi del ramo dovranno confrontarsi con il problema della digitalizzazione degli acquisti: avranno successo soprattutto quegli attori che sapranno combinare al meglio l'offerta online con quella stazionaria.

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