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Dopo due anni di contrazione, nel 2017 il calo del fatturato nel commercio al dettaglio svizzero ha subito una battuta d'arresto.

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

Dopo due anni di contrazione, nel 2017 il calo del fatturato nel commercio al dettaglio svizzero ha subito una battuta d'arresto. Per il 2018 gli economisti di Credit Suisse si attendono però soltanto un leggero incremento dei ricavi.

Un'influenza positiva sull'andamento del commercio al dettaglio ha avuto origine dal miglioramento sul mercato del lavoro e dalla fiducia dei consumatori, rileva la grande banca nella decima edizione del suo "Retail Outlook" realizzato in collaborazione con la società di consulenza Fuhrer & Hotz.

La ripresa economica in molte economie europee e lo smorzarsi dei rischi politici hanno inoltre determinato un rafforzamento dell'euro rispetto al franco. Da un lato, questo ha avuto l'effetto di attenuare leggermente il turismo degli acquisti. Dall'altro, però, il miglioramento della congiuntura in Europa ha anche fatto sì che sempre più immigranti tornassero nei loro paesi d'origine. La crescita nel numero di consumatori è così ulteriormente rallentata durante lo scorso anno.

L'evoluzione divergente dei ricavi registrata negli ultimi anni nei due segmenti principali "food/near food" e "non food" si è attenuata nel 2017. Secondo le stime degli economisti di Credit Suisse, il primo ha registrato un incremento nominale del fatturato dello 0,3%, mentre il calo nel secondo mercato si è praticamente arrestato, segnando un -0,1% (2016: -3,1%). All'interno del segmento "non food" le differenze tra i singoli gruppi di prodotti sono tuttavia rimaste elevate.

Anche nel 2018 il numero di potenziali consumatori continuerà a crescere per effetto dell'aumento continuo della popolazione, anche se a ritmi più lenti rispetto agli anni precedenti. Secondo gli esperti di Credit Suisse la crescita economica accelererà all'1,7%, ripercuotendosi positivamente sulla situazione del mercato del lavoro e sulla fiducia dei consumatori. Nel 2018 il potere d'acquisto dei consumatori non dovrebbe però crescere ulteriormente, in quanto il rincaro previsto compenserà probabilmente i maggiori salari nominali. Alla luce del cambio euro-franco più debole, la pressione sui prezzi nel settore dovrebbe calare leggermente.

Per il commercio al dettaglio complessivo, gli economisti della grande banca si attendono per l'anno appena iniziato un incremento del fatturato dello 0,3%. Lo slancio economico dovrebbe sostenere la ripresa della domanda soprattutto nel settore "non food", più sensibile alla congiuntura. Poiché qui però alcuni segmenti hanno beneficiato di effetti speciali dovuti alle condizioni climatiche nel 2017 e gli operatori online esteri avanzeranno nel mercato svizzero anche in futuro, gli economisti di Credit Suisse prevedono un ristagno dei fatturati nominali in questo segmento nel 2018.

Nel segmento "food" gli esperti si attendono invece una crescita dei ricavi dello 0,5%. I commercianti intervistati da Fuhrer & Hotz si dicono frattanto più ottimisti riguardo all'esercizio 2018: la maggioranza (61%) prevede cifre di vendita più elevate, mentre soltanto il 15% si attende una contrazione.

Questa edizione dello studio approfondisce il comportamento d'acquisto e di mobilità dei consumatori svizzeri, che a livello nazionale escono ogni anno di casa oltre un miliardo di volte per fare shopping, utilizzando l'auto nella metà dei casi. Tra il 2010 e il 2015 il numero di uscite pro capite per l'acquisto di prodotti non food è però calato dell'8%, cosa riconducibile tra l'altro al crescente spostamento verso il commercio online.

Secondo le stime di Credit Suisse, nel 2015, in media, ogni persona si è recata tre volte fuori dai confini nazionali per lo shopping. In linea con le aspettative, gli acquisti all'estero rivestono un'importanza superiore alla media per i consumatori in prossimità del confine. Nel 2015 tre quarti degli acquisti fisici mirati condotti all'estero sono stati infatti effettuati da abitanti delle regioni di confine. Per tali viaggi, i consumatori con un veicolo proprio hanno messo in conto circa un'ora di tempo e 55 km di distanza in più rispetto agli acquisti mirati medi in Svizzera.

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SDA-ATS