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Nella storia recente non si è mai assistito in Svizzera a un calo del commercio al dettaglio così forte come quello del 2015.

Lo sostiene un'analisi dell'istituto di ricerca economica Bakbasel, che quantifica in 2 miliardi di franchi la flessione degli incassi rispetto al 2014, con una contrazione del 2,3%.

Questa diminuzione è la più importante dal 1980, vala a dire da quando Bakbasel calcola dati comparabili, si legge in un comunicato odierno. A incidere sul dato è stato il rafforzamento del franco, in seguito all'abolizione del cambio minimo con l'euro nel gennaio 2015.

Stando a Bakbasel i prezzi nel commercio al dettaglio sono oramai ai livelli degli anni 90, mentre in media l'insieme dei beni di consumo è rincarato del 30% negli ultimi 25 anni.

Per gli economisti renani le conseguenze del franco forte si faranno sentire anche nell'anno in corso, sebbene non sia atteso un ulteriore aumento del turismo degli acquisti e nonostante il previsto rallentamento della diminuzione dei prezzi. Questo perché le prospettive più fosche nell'ambito dell'impiego porteranno a un significativo indebolimento della dinamica dei consumi, che avranno uno sviluppo nettamente meno marcato di quanto avuto in media negli ultimi dieci anni.

Per l'insieme del 2016 Bakbasel si aspetta un calo del commercio al dettaglio a livello nominale dello 0,4%. In termini reali gli specialisti puntano invece su una progressione dello 0,8%.

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SDA-ATS