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Commercio al dettaglio teme conseguenze obbligo mascherine

Negozi di abbigliamento sotto pressione KEYSTONE/GORAN BASIC sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 25 agosto 2020 - 14:39
(Keystone-ATS)

Il commercio al dettaglio svizzero teme le conseguenze negative di un obbligo generalizzato di indossare mascherine nei negozi.

La Swiss Retail Federation - l'associazione dei dettaglianti - ritiene che questa misura porterebbe a un'ulteriore diminuzione della frequentazione, con clienti meno propensi a restare a lungo in spazi chiusi e grande ricorso al commercio online.

In particolare c'è la preoccupazione che il potere d'acquisto venga speso in siti online stranieri, si legge in una nota diffusa oggi dalla Swiss Retail Federation. Nel settore non alimentare, l'obbligo di indossare la mascherina porterebbe a un calo delle vendite e della frequentazione fra il 10 e il 30%, prosegue il comunicato, aggiungendo che nei paesi vicini si è arrivati fino a un -50%. Nel settore alimentare gli effetti dovrebbero essere più contenuti.

In giugno e luglio i vari segmenti del commercio al dettaglio hanno mostrato un quadro diverso in termini di vendite e clienti rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente. Il segmento food è stato per esempio in grado di mantenere o addirittura aumentare le vendite: l'85% dei negozi intervistati dall'associazione ha registrato una crescita fino al 20%.

Il più colpito è il ramo dell'abbigliamento, con un calo delle vendite fino al 20%. Il 17% degli interpellati ne ha addirittura realizzato la metà rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente. Solo in un terzo dei casi si è assistito a un aumento.

Per quanto riguarda la frequentazione dei negozi, poco più della metà delle aziende intervistate ha indicato una stagnazione o un calo, con grandi differenze a seconda del segmento. Ancora una volta, il settore alimentare non ha praticamente subito conseguenze negative.

Quello dell'abbigliamento ne è uscito peggio: l'80% degli intervistati ha registrato una flessione. Oltre il 50% delle aziende ha segnalato un calo di frequenza fino alla metà di quella dell'anno precedente. Solo il 17% dei negozi ha potuto contare sullo stesso numero di clienti dell'anno scorso.

La Swiss Retail Federation esorta i Cantoni a valutare criticamente l'introduzione di un obbligo generalizzato di indossare la mascherina. Nella sua nota, rileva come non ci sono indicazioni che i commerci al dettaglio siano un luogo di infezione per i clienti e il personale di vendita. Inoltre, sostiene, i negozi dispongono già da marzo di efficaci concetti di protezione.

La Swiss Retail Federation rappresenta circa 46'000 posti di lavoro e un fatturato annuo di 19 miliardi di franchi.

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