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Il commercio estero svizzero ha segnato in agosto un nuovo calo: le esportazioni sono diminuite in termini nominali del 4,5% rispetto allo stesso mese del 2014 a 14,2 miliardi di franchi, mentre le importazioni sono scese del 16,4% a 11,4 miliardi.

La bilancia commerciale segna un'eccedenza di 2,9 miliardi di franchi, secondo quanto comunicato stamane dall'Amministrazione federale delle dogane (AFD).

Agosto 2015 contava un giorno in più rispetto al 2014 e dopo correzione dei giorni lavorativi lo sviluppo sfavorevole risulta quindi ancora maggiore, afferma l'AFD.

I prezzi sono crollati in ambedue le direzioni di traffico e per le merci importate si è persino constatato un calo del 10%. Tutti i settori di esportazione hanno accusato una flessione ad eccezione dell'industria delle derrate alimentari, delle bibite e del tabacco.

L'export è sceso dell'8% verso l'Europa e del 29% verso la Cina. Le vendite in America del nord (+6%) e nell'America latina (+8%) hanno invece messo a segno un progresso.

Le esportazioni dell'industria orologiera sono diminuite nel giro di 12 mesi dell'1,6% a 1,47 miliardi di franchi.

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SDA-ATS