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Commissione CN: in sospeso ritiro dell'arma per 733 casi sospetti

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 aprile 2012 - 15:32
(Keystone-ATS)

La Svizzera annovera più di 733 casi in sospeso di persone alle quali potrebbe essere confiscata l'arma d'ordinanza a causa del pericolo che rappresentano. Allarmata a causa delle lentezze della procedura, la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale ha scritto una lettera al Consiglio federale.

La commissione ha scoperto l'ampiezza del fenomeno "con stupore e indignazione", ha affermato oggi alla stampa la sua presidente Chantal Galladé (PS/ZH). Anche perché ogni giorno si è aggiunto un nuovo caso. All'unanimità, la commissione esige dal governo provvedimenti rapidi per porre fine a questa pletora d'affari in sospeso. Parallelamente, la commissione propone al plenum di adottare una mozione del Consiglio degli Stati.

Questo testo esige la confisca delle armi civili e militari a chiunque abbia proferito minacce o si fosse mostrato violento. Prevede che le autorità militari, civili e giudiziarie collaborino più efficacemente, sia a livello cantonale che federale.

Gli incidenti con le armi d'ordinanza si sono moltiplicati negli ultimi tempi. Una decina di giorni or sono, un uomo di 24 anni è stato gravemente ferito ad Altstätten (SG), dopo che è stato raggiunto da vari colpi esplosi con un fucile d'assalto. L'autore presunto del crimine figurava su una lista di persone che dovevano consegnare alle autorità l'arma d'ordinanza. Il giorno prima a Interlaken (BE) un uomo di 26 anni aveva sparato sugli avventori di un bar con una pistola militare, ferendo due persone. Lo scorso inverno, durante una lite a San Léonard (VS), un giovane ha abbattuto l'amica di 21 anni con il fucile d'assalto. A Boudry (NE), una giovane ha freddato un uomo di 23 anni con una pistola militare, convinta di manipolare un'arma giocattolo.

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