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BERNA - Un giro di vite potrebbe essere impresso per quanto riguarda i bonus versati ai manager. La commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati ha chiesto ai servizi di Hans-Rudolf Merz di approfondire la questione di una limitazione dell'importo deducibile per le aziende.
Attualmente, le rimunerazioni e i bonus concessi ai quadri dirigenti possono essere imputati sugli oneri giustificati dall'attività commerciale. In altre parole, le imprese possono dedurre questi importi dall'utile netto.
La consigliera agli Stati Anita Fez (PS/BS) auspica che tali prestazioni non siano più deducibili, a partire da un certo importo, dall'imposta federale diretta (IFD). La commissione non si è ancora espressa su questa mozione. Si pronuncerà solo nella prossima seduta, alla luce delle informazioni fornite dal Dipartimento federale delle finanze (DFF).
Nulla da fare, invece, per l'introduzione di un'imposta sui bonus. Con 6 voti contro 3, la commissione ha respinto una mozione di Alain Berset (PS/FR) che voleva costringere tutte le banche in Svizzera a versare alla Confederazione un importo unico equivalente al 50% delle rimunerazioni concesse per il 2009 e che superano i 40'000 franchi.
La commissione è del parere che per l'introduzione di un provvedimento del genere non esista una base costituzionale. Inoltre, ritiene problematica la riscossione di un'imposta con effetto retroattivo.

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SDA-ATS