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Nel giorno in cui viene depositata un'iniziativa per l'abolizione del canone radiotelevisivo, un rapporto della commissione federale dei media (COFEM) difende il ruolo della SSR.

Il servizio pubblico ha il suo posto in Svizzera e il suo modello di finanziamento è adeguato, si legge nel documento.

Per la COFEM, il mantenimento di un servizio pubblico è garanzia di contenuti mediatici di qualità, diversificati e indipendenti. Questa offerta è di fondamentale importanza per la formazione di un'opinione pubblica, rileva il rapporto.

Per garantire queste prestazioni, c'è bisogno di un'istituzione con una massa critica sufficiente, capace di resistere alla concorrenza straniera attiva in Svizzera e in grado di fornire un contenuto giornalistico che favorisca la coesione nazionale.

Secondo la COFEM la SSR dispone di mezzi finanziari sufficienti e il sistema di "finanziamento misto" (canone e pubblicità) funziona. Togliendo la pubblicità al servizio pubblico, e riservandola ai privati, la SSR perderebbe 316 milioni di franchi.

Inoltre la pubblicità eliminata dalla SSR non finirebbe per forza sulle emittenti locali svizzere, ma probabilmente sulle televisioni straniere. Ci sarebbero inoltre conseguenze per i 22'000 impieghi nel settore pubblicitario in Svizzera.

Creata nel 2012, la COFEM - organo consultivo del Consiglio federale e dell'Amministrazione - ha il compito di osservare il panorama mediatico svizzero, di analizzarlo e di formulare raccomandazioni su problematiche precise.

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SDA-ATS