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Commissione della gestione sul caso Parmelin

KEYSTONE/MANUEL LOPEZ

(sda-ats)

Il Consiglio federale deve essere più attento agli interessi personali dei suoi membri. Lo hanno deciso le commissioni della gestione del Parlamento, occupandosi del caso riguardante il terreno di Guy Parmelin.

Le commissione hanno anche chiesto ai ministri di dichiarare sistematicamente le loro relazioni di interesse.

Le commissioni, dopo aver ottenuto risposte dal governo, hanno deciso oggi che non vi è necessità di adottare misure legislative per rivedere le regole di ricusazione. Si aspettano però che in futuro i consiglieri federali si dimostrino più critici e più coerenti.

I ministri devono tener conto delle loro relazioni di interesse, in particolare se sono dirette. Le commissioni chiedono che vengano dichiarate sistematicamente in modo che un'eventuale ricusazione possa essere discussa in seno al Consiglio federale.

La legge lascia un margine di interpretazione. Per questo, in caso di dubbio il consigliere federale interessato deve dichiarare eventuali conflitti di interesse. Tutti i ministri sono informati della pratica in materia al momento della loro entrata in carica.

Mercoledì il Consiglio federale aveva riconosciuto che Guy Parmelin avrebbe dovuto segnalare i suoi interessi personali quando si è pronunciato sul progetto riguardante l'imposizione degli immobili agricoli. Il ministro vodese ha riconosciuto di aver fatto un errore politico e promesso di non rifarlo.

Il governo non si è espresso invece su un'eventuale violazione del dovere di ricusazione. Le commissioni fanno notare che tutti i membri del governo sapevano che Parmelin si era già impegnato a favore del progetto quando era consigliere nazionale. Era noto anche che si sarebbe ritirato dagli affari di famiglia dopo l'elezione al Consiglio federale.

Inoltre il vodese ha rinunciato a far valere i suoi diritti su eventuali guadagni immobiliari. Se la legge sarà adottata dal parlamento è possibile comunque che il fratello benefici di vantaggi fiscali in caso di vendita del bene in questione. Per il momento però non è prevista nessuna transazione.

Il quotidiano svizzerotedesco Blick aveva rivelato a inizio mese che Parmelin era intervenuto in governo a favore della legge federale sull'imposizione di fondi agricoli. Il giornale accusava il ministro UDC di aver difeso privilegi fiscali a vantaggio suo e del fratello. Allora Parmelin era coproprietario, di un vigneto di famiglia. Il ministro della difesa l'ha poi venduto al fratello con effetto retroattivo al primo gennaio 2016.

Quanto alla fuga di notizie, le commissioni della gestione condannano la violazione del segreto e si attendono dal Consiglio federale che garantisca la confidenzialità delle discussioni.

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SDA-ATS