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BERNA - Le Commissioni della gestione (CdG) del Consiglio Nazionale e degli Stati, che esercitano l'alta sorveglianza parlamentare, ritengono di non essere prese sufficientemente sul serio dal governo. In occasione, oggi, della pubblicazione del loro rapporto annuale, hanno sottolineato le divergenze che regolarmente le vedono opposte al Consiglio federale.
Le CdG hanno più volte bacchettato il governo, in particolare nelle vicende Tinner (contrabbando di materiale nucleare verso la Libia) e UBS-Stati Uniti, per il suo rifiuto di fornire le informazioni richieste. Un'iniziativa parlamentare, elaborata dalla Commissione delle finanze (CdF) del Nazionale, dovrebbe permettere di regolare la questione.
La collaborazione con il Consiglio federale è difficile, ha affermato la presidente della CdG del Consiglio nazionale Maria Roth-Bernasconi (PS/GE). E non si tratta solo del diritto all'informazione.
Il governo spesso dà seguito solo parzialmente alle raccomandazioni degli organi di sorveglianza. Le CdG sono allora costrette a tornare più volte alla carica, come nel caso delle tariffe di laboratorio degli studi medici o in quello delle misure coercitive in materia di diritto degli stranieri, ha ad esempio affermato il presidente della CdG del Consiglio degli Stati Claude Janiak (PS/BL).

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SDA-ATS