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La sessione estiva delle Camere federali si è conclusa (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE

(sda-ats)

L'accordo di Parigi, l'ingegneria genetica, l'IVA ridotta per il settore alberghiero e una maggiore trasparenza per le aziende con sede in Svizzera hanno tenuto banco durante la sessione estiva delle Camere federali, conclusasi stamani a Berna con le votazioni finali.

Tra i momenti salienti di queste tre settimane spicca l'annuncio a sorpresa delle dimissioni del consigliere federale Didier Burkhalter fatto dal presidente del Consiglio nazionale Jürg Stahl durante un dibattito in aula. Il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) lascerà la carica il 31 ottobre.

In questa sessione, il Parlamento ha in particolare dato il via libera alla ratifica dell'accordo di Parigi sul clima. Nonostante l'opposizione dell'UDC, le Camere hanno appoggiato gli impegni presi dalla Confederazione in ambito ambientale.

L'argomento è più che mai di attualità, dopo l'annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di voler di cambiare rotta in ambito climatico, abbandonando la convenzione sottoscritta nel dicembre del 2015 dal suo predecessore, Barack Obama. In virtù dell'accordo, la Confederazione si impegna a diminuire entro il 2030 del 50% rispetto al 1990 l'emissione di gas a effetto serra. Il Parlamento disciplinerà i dettagli nella prossima revisione totale della legge sul CO2.

Per quanto riguarda gli altri oggetti che hanno concluso l'iter parlamentare va segnalata la modifica della Legge sull'ingegneria genetica: il Parlamento ha deciso di mantenere il divieto di immissione nell'ambiente a titolo sperimentale di organismi geneticamente modificati (OGM) contenenti geni resistenti agli antibiotici.

Il punto principale della riforma - l'estensione della moratoria degli OGM fino al 2021 - era invece già stato avallato durante le passate sessioni. I due rami del Parlamento hanno inoltre deciso che in Svizzera non vi sarà alcuna coesistenza tra colture transgeniche e tradizionali. Nel corso delle discussioni nelle due Camere, la maggioranza ha fatto valere le incertezze che ancora regnano nel settore degli OGM.

I due Consigli hanno pure concluso l'esame di un altro importante oggetto: hanno deciso che il settore alberghiero beneficerà di un'aliquota preferenziale dell'IVA (3,8%) per altri 10 anni. Dopo gli Stati, anche il Nazionale ha alla fine rinunciato a una proroga illimitata.

Altro tema che ha occupato il Parlamento è l'accordo internazionale che mira a stabilire un quadro uniforme per lo scambio di dichiarazioni Paese per Paese riguardanti le imprese (ricavi, utili e imposte pagate) con un fatturato superiore ai 750 milioni di euro. Con tale intesa le multinazionali con sede in Svizzera dovranno essere più trasparenti in materia fiscale dal 2018. Le due Camere hanno tuttavia ridotto l'ammontare delle sanzioni.

Il Parlamento si è però occupato anche di temi finanziari. Al termine di lunghi dibattiti e di una conferenza di conciliazione, il Nazionale, contrariamente agli Stati, ha deciso di non concedere ulteriori 10 milioni al progetto informatico dell'amministrazione federale FISCAL-IT e neppure 700'000 franchi supplementari al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) nell'ambito della prima aggiunta al preventivo 2017.

Come da regolamento, quando una delle due Camere respinge la proposta di conciliazione sul preventivo della Confederazione oppure su un'aggiunta al medesimo, alla fine prevale la decisione che prevede l'importo più basso. E così è stato.

SDA-ATS

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