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La Svizzera si impegnerà affinché la Conferenza di Parigi sul clima (COP21) giunga a un accordo vincolante che coinvolga tutti gli Stati in funzione delle loro responsabilità e capacità.

Il Consiglio federale ha approvato ieri il mandato negoziale della delegazione elvetica concernente diverse tematiche ambientali. Critiche alla strategia scelta giungono però dagli ambientalisti.

La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga si recherà lunedì prossimo a Parigi per l'apertura ufficiale della Conferenza. La consigliera federale Doris Leuthard parteciperà invece ai negoziati finali durante l'ultima settimana di lavori.

Proprio la Leuthard ha sottolineato oggi ai media a Berna il fatto che la conferenza si svolgerà a Parigi. Il terrorismo non ha infatti influito sulla scelta, anzi, ha creato maggiore unione fra gli Stati. "Continuiamo il nostro lavoro e cerchiamo una soluzione", ha detto.

I negoziati in vista dell'adozione di un nuovo accordo sulla politica climatica internazionale verteranno essenzialmente su tre aspetti: la riduzione delle emissioni di gas serra - che causano il riscaldamento globale -, l'adattamento ai cambiamenti climatici e il sostegno alla politica climatica dei Paesi in via di sviluppo, sotto forma di finanziamenti e trasferimento di tecnologie.

Lo scorso febbraio, la Confederazione ha annunciato che si impegna a ridurre entro il 2030 le emissioni del 50% rispetto al 1990. Berna si impegnerà affinché siano stabilite regoli comuni per la presentazione degli obiettivi e il controllo della loro realizzazione.

Le misure di riduzione delle emissioni e di adattamento ai cambiamenti climatici richiedono importanti mezzi finanziari. La mobilitazione di 100 miliardi di dollari l'anno per sostenere la politica dei Paesi in via di sviluppo fino al 2020 è quindi considerato un passo nella giusta direzione. "Ognuno dovrà partecipare secondo le proprie capacità", ha detto la consigliera federale. Cifre precise per quel che riguarda il contributo svizzero non sono però state fornite.

Per il periodo 2015-2017 la Svizzera ha previsto di investire 100 milioni di dollari nel fondo per il clima. L'importo però potrebbe ancora crescere entro il 2020.

La posizione della Confederazione in vista della Conferenza di Parigi è già criticata dagli ambientalisti. Gli obiettivi di riduzione delle emissioni e la portata dei contributi finanziari sono considerati insufficienti.

La Svizzera si reca in Francia senza avere un piano per i finanziamenti, ha detto Jürg Staudenmann della Comunità di lavoro Alliance sud. Berna, vista la sua forza finanziaria, dal 2020 dovrebbe versare un miliardo di franchi all'anno, sostiene l'alleanza climatica, della quale fanno parte Alliance sud, WWF e Greenpeace.

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SDA-ATS