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Il consigliere federale Ueli Maurer

KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE

(sda-ats)

A fine dicembre, Ueli Maurer aveva chiesto di impiegare fino a cinquanta militari a sostegno delle guardie di confine, in particolare a sud. Il progetto è però stato accantonato dal Consiglio federale.

Ora il ministro delle finanze torna alla carica proponendo nuove misure per rafforzare la presenza alla frontiera. Fra queste spicca l'impiego di società di sicurezza private.

"Stiamo valutando questa opzione", ha spiegato oggi Maurer alla radio svizzerotedesca SRF, aggiungendo che Berna deve agire rapidamente per sgravare le guardie di confine. La scorsa estate - ha ricordato - la situazione era al limite e non si può andare avanti così.

Maurer aveva immaginato l'impiego di cinquanta militari di professione, persone con una formazione simile a quella fornita alle forze di polizia, ma non è riuscito a convincere il Consiglio federale, ha confermato oggi.

Al loro posto propone ora di far capo ad agenti di società di sicurezza private, con lo svantaggio che questi ultimi sono meno ben addestrati e costano di più dei militari, ha rilevato il ministro. Potrebbero essere impiegati per compiti di guardia o sussistenza, ma non per prendere in consegna i migranti, secondo Maurer.

A suo avviso la prossima estate ancora più persone cercheranno di attraversare il Mediterraneo e tutti i segnali indicano che la frontiera sud del Paese sarà ancora sotto pressione. Si impone pertanto una decisione in tempi brevi, anche perché, in base alle esigenze dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), per far capo a una società di sicurezza privata bisogna indire una gara d'appalto pubblica.

Per la prima volta Maurer si è anche espresso sulle tensioni fra Svizzera e Italia dopo la decisione di chiudere tre posti di frontiera ticinesi la notte. Il ministro ha difeso la posizione elvetica, sottolineando che è stato semplicemente eseguito un ordine del Parlamento e invitando a non sopravvalutare la reazione di Roma.

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SDA-ATS